giovedì 20 marzo 2014

Come spendere 179 dollari ed essere felici: Zatoichi: The BlindSwordsman Box Set

Da queste parti ci piacciono le cose belle, le cose ben fatte.
E alla Criterion, nota casa di produzione di DVD americana, di cose fatte bene se ne intendono.
La grafica delle loro collane di film è tra le più curate e apprezzate, frutto di un lavoro decisamente attento e di gusto che spazia dall’illustrazione pura a una (s)composizione grafica che prevede l’uso di pochissimi elementi e colori, su cui presto torneremo sopra.
Infatti stavolta ci piace soffermarci su una delle ultime prestigiose uscite della Criterion,




Una nuova, lussuosa, edizione che raccoglie in un unico cofanetto i 25 film della saga (tranne gli ultimi due titoli, Zatoichi: Darkness in his Ally e il remake del 2003 diretto da Takeshi Kitano) di Zatoichi, l’eroe giapponese creato dallo scrittore Kan Shimozawa nei primi anni sessanta.
Il box, oltre alla raccolta completa di dvd e blu-ray, contiene un volume che insieme ad analisi critiche, commenti, aneddoti, storielle buffe e quant’altro comprende anche venticinque illustrazioni ispirate ai diversi capitoli della saga.
Prima ancora di essere una raccolta completa di un personaggio di cult del cinema, questo cofanetto è un vero e proprio “oggetto d’arte”, di quelli da mettere in bella mostra quando vengono gli amici. Un’edizione elegante, incredibilmente pop, ricca di dettagli e coloratissima che ricorda da vicino i lavori che il nostro buon LRNZ, un altro che in quanto a gusto e capacità tecniche ne sa a pacchi, ha utilizzato per le copertine di Long Wei.






Ma dicevamo anche delle illustrazioni interne.
Venticinque illustrazioni, venticinque copertine, una più bella dell’altra, perfettamente incastrate all’interno di una gabbia grafica pulita e ordinata ma di grande impatto visivo. 
E non a caso alcune illustrazioni portano la firma di grandi autori provenienti dal mondo del fumetto tra cui Paul Pope (il cui ultimo lavoro, Battling Boy è stato pubblicato da qualche mese), Matt Kindt (Superspy, Revolver), Scott Morse (Soulwind e un botto di altre cose) e Bill Sienkiewicz (avete sul serio bisogno di una parentesi per sapere che ha fatto?) ma anche nomi molto meno noti. Non c'è alcun filo conduttore, non c'è un genere, uno stile predefinito: ogni autore porta la sua personale esperienza e bagaglio culturale, lavorando solo sulla base dell'istinto creando un melting pot davvero memorabile.
Ma ora basta perdersi in chiacchiere inutili, tanto, che ci troviamo di fronte a una piccola meraviglia estetica è cosa talmente ovvia che c’è poco da discutere.


















































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