mercoledì 20 novembre 2013

Silver Six

Il metodo più classico e sfruttato per catturare immediatamente l’attenzione del lettore e tirarlo nel mezzo del racconto?



Quando un fumetto inizia con una bella esplosione, raramente si può sbagliare.
E Silver Six non sfugge alla regola, anzi: una volta entrati nel mondo di Phoebe, Max e compagni, difficilmente vorrete staccarvi dal libro.

Silver Six, edito dall’americana Scholastic, è un fumetto/graphic novel/chiamatelo come vi pare scritto da A.J. Lieberman (sceneggiatore di Cowboys Ninja Vikings, una serie che andrebbe presa solo per il titolo) e disegnato dal gigantesco Darren “Rawls” Rawlings ed è uno dei fumetti di avventura tra i più spassosi degli ultimi tempi.
La storia è presto detta: quando un gruppo di orfani si riunisce in seguito a una serie di complesse e misteriose circostanze, partirà per un grandioso viaggio dal claustrofobico orfanotrofio verso una luna inesplorata  tra inseguimenti, misteri, robot killer giganti e parecchia ironia.
Ambientato in un futuro distopico, la storia è a metà strada tra Gli Incredibili e Player One; una bella avventura piena di azione e dove tutto funziona come gli ingranaggi di un orologio: i rapporti tra i personaggi, per quanto stereotipati, girano bene e i dialoghi sono ben sono armonici e scanditi.
Ho citato Gli Incredibili non solo per il robot tentacolare ma proprio per il senso del ritmo qua l’impressione è, infatti, proprio quella di ritrovarsi davanti a un cartone animato su carta: e il grosso del merito va dato a Rawls, che di mestiere, oltre a disegnare fumetti, fa l’animatore con il suo Thinkmore Studios.
E che sia un animatore lo si vede tanto nei pregi quanto nei difetti.
I personaggi hanno infatti un grande carisma: recitano, corrono e si emozionano in maniera fluida e scorrevole... Per contro gli ambienti non sono sempre curatissimi e ricercati, anche se c’è da dire che il loro lavoro descrittivo lo fanno nella giusta misura.

Silver Six è un piccolo gioiellino di umorismo e intelligenza, adatto a un pubblico che va dai dodici anni in su, in cui tutto va come deve andare e lo fa in maniera fresca, immediata con la giusta dose di leggerezza (leggerezza, non semplicità). Non c’è poesia, non c’è malinconia (okay, forse questa un po’ c’è), ma c’è tanta voglia di divertirsi e far divertire.
Al momento – e qua vengono le cattive notizie – in Italia è al momento inedito (è uscito appena quest’estate in America), ma lo potete trovare su Amazon per una spicciolata di eurini e se sono riuscito a leggerlo io in inglese, non dovreste fare una grossa fatica nemmeno voi.


L’augurio però è che qualche editore italiano ne acquisisca i diritti, penso ad esempio alla Tunuè e alla sua collana TipiTondi, perché Silver Six è uno di quei tesori nascosti che meritano di uscire alla luce.

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