mercoledì 9 ottobre 2013

Ascolti dal futuro: Lighting Bolt e Whales and Leeches

Ieri sera i generosi folletti del computer – piccole entità magiche che vivono nel computer – mi hanno fatto trovare magicamente sulla scrivania due album in uscita il 15 ottobre.
E sì, si tratta proprio del nuovo album dei Pearl Jam, Lighting Bolt e di Whales and Leeches dei Red Fang.
Pertanto bando alle chiacchiere e tiriamo fuori un paio di commenti a caldo, dopo i primi ascolti.



Negli ultimi mesi attorno al nuovo lavoro di Eddie Vedder e soci si era sviluppato un notevole hype, vuoi per i quattro anni di assenza, vuoi per un singolo spacca tutto come Mind your Manners.
 Il risultato? Il risultato è un album diverso da quello che mi aspettavo. Molto diverso. Tutta la prima parte del disco, grossomodo fino a metà, fino cioè alla title track Lightning Bolt, è un disco che richiama effettivamente la prima parte della carriera del gruppo. Spiccano ovviamente il già citato Mind your Manners (difficile non paragonarlo a Spin the Black Circle) e il secondo singolo, Sirens, che è già un istant classic: un pezzo che si va immediatamente ad accostare ai pezzi storici della band, da Black a Immortality, e i cui testi andranno a riempire status e update sulle bacheche Facebook e Twitter.
La seconda parte dell’album, anticipata da un pezzo atipico e “strano” come Infallible, prende una piega diversa con pezzi onirici come Pendulum o Swallowed Whole e Let the Records Play dove salta fuori tutto l'amore verso gli Who, una delle band che ha più influenzato i Pearl Jam fin dai loro esordi. Chiude il disco Future Days, una ballata malinconica che mi fa già immaginare Eddie Vedder da solo sul palco che la suona solo chitarra e voce.
La sensazione è che questo Lightning Bolt sia una sorta di viaggio attraverso i quasi venticinque anni di carriera, ci sono i pezzi tirati – con un sontuoso (come sempre) Matt Cameron che lavora quasi tutto sul controtempo, come all’epoca dei Temple of the Dog –, ci sono i loro pezzi classici, ma c’è anche molto dell’ultimo Vedder solista (quello di Ukulele Songs, per capirci) con brani come Sleeping by Myself e in parte Yellow Moon.
In definitiva questo Lightning Bolt è la naturale prosecuzione di album come Pearl Jam, “l’album dell’ avocado”, e Backspacer: penso che però sia abbastanza chiaro e faremmo bene a fissarcelo in testa.
I Pearl Jam sono stati la nostra storia e continueranno a esserlo, erano nei nostri walkman da ragazzini e sono dentro i nostri lettori mp3 oggi e che lo vogliamo o meno queste sono le canzoni che vorremo fare ascoltare ai nostri figli per farci conoscere meglio.


Passiamo ai Red Fang e a Whales and Leeches.
La cosa più bella dell’album è che sono bastati poco meno di trenta secondi per farmi crescere la barba, a me che a trent’anni ho ancora il visino liscio come il sederino di un bebè. Una bella barba forte, rossa, ispida, mascolina.
Poche chiacchiere, ancora una volta questo gruppo di zotici contadini ubriachi dell’Oregon vi sfonderà i denti a colpi di spranga, pestando giù come fabbri e prendendosi di diritto il titolo di miglior gruppo stoner degli ultimi anni. Si parte fortissimo con DOEN, si prosegue altrettanto fortissimamente con il singolo Blood like Cream. Proprio quando sentirete i pre-molari che cominciano a scricchiolare, le cose si faranno davvero pesanti e non sperate nemmeno nei secondi di pausa tra una canzone e l’altra.
Niente vi salverà da questo martello pneumatico infilato diritto nel timpano.
Se siete fan del genere, avrete trovato cosa ascoltare nei prossimi mesi, se non siete fan del genere, beh, allora andate a farvi fottere.
Insomma questa è la roba adatta se mai voleste tornare indietro nel tempo, per svegliare vostro padre nel cuore della notte e convincerlo a invitare vostra madre per il ballo Incanto sotto al Mare.


Io nel frattempo continuo a farmi le trecce alla barba, buttando giù una birra dietro l’altra.

2 commenti:

AndreA ha detto...

Quindi, alla fin fine, possiamo dire che "Lighting Bolt" sia meglio del previsto?

Tom ha detto...

Dipende qual è il tuo previsto... Ma a conti fatti mi sento di consigliartelo!