lunedì 9 settembre 2013

Un solo cartone animato per il resto dei vostri giorni: Uncle Grandpa.

Nel 2008 Peter Browngardt partecipò al progetto The Cartoonstitute, un progetto promosso da Cartoon Network per finanziare e sviluppare nuove serie tv senza l’interferenza dei produttori o dei focus test, a partire da una selezione di cortometraggi.
L’obbiettivo era quello di permettere agli animatori di creare le proprie storie e i propri personaggi, anziché metterli a servizio di produzioni già esistenti.
Da questo esperimento, ad esempio, è nato uno degli show del network più popolari: The Regular Show, che insieme ad Adventure Time e Gumball stanno rinverdendo i fasti di Cartoon Network dai tempi di Dexter, Mucca&Pollo, Johnny Bravo e le Superchicche.

Ma torniamo a Peter Browngardt. 
Nel 2009 il suo cortometraggio, i primi due episodi di Uncle Grandpa vengono messi in onda online e diventano rapidamente un piccolo cult del web; un umorismo del tutto delirante che pesta il piede sull’acceleratore della demenzialità e del surrealismo, prendendo la lezione di gente come Tex Avery ed esasperandola all’ennesima potenza.

Il protagonista infatti è Uncle Grandpa, un tizio che è insieme lo zio e il nonno di tutte le persone della terra (!?!): tra gli elementi più assurdi troviamo un ragazzino obeso con le tettine adipose, un gabinetto super computer che si rivela un portale dimensionale per demoni, una tigre realistica (e quando dico realistica, intendo realistica) che scorreggia arcobaleni, degli occhiali da sole che ti trasformano in una creatura mezzo lucertola, mezzo tizio-fico-dicolore e un marsupio parlante.



Malgrado il buon riscontro dalla rete, il network non dà “luce verde” per partire con una serie vera e propria.
Gli viene però commissionata una serie spin-off del cortometraggio originale.


Una serie che tra i suoi protagonisti annovera un personaggio fatto di culi, che quando parla, cammina o viene toccato, fa una puzza (e solo per questo merita stima).
Dopo circa un anno di produzione e diciotto episodi trasmessi, a febbraio 2012 il network preferisce mettere in pausa lo show che non ha avuto lo stesso successo di altri prodotti.

Eppure la serie è in grado di vincere numerosi riconoscimenti, tra cui il Best Television Production al prestigioso Festival di Annecy.

Visti i tanti premi vinti da Browngardt, Cartoon Network decide finalmente di finanziare Uncle Grandpa dopo quasi cinque anni da quel cortometraggio.

Ed eccoci a oggi.
Dal 2 settembre su Cartoon Nework è ufficialmente partita la prima stagione di Uncle Grandpa che si candida seriamente a essere LA nuova serie del futuro (ascolti permettendo). Lo show infatti è già stato valutato come TV-PG (il programma contiene del materiale che i genitori potrebbero non considerare appropriato ai bambini) e questo potrebbe essere il grosso limite della serie...
Ma se volete fare i fighi con i vostri amici, parlategli di Uncle Grandpa.




Se sono idioti quanto voi, apprezzeranno.


Nessun commento: