giovedì 26 settembre 2013

Agents of S.H.I.E.L.D.

E finalmente, dopo mesi di attesa, di trailer, strizzatine d'occhio, voci di corridoio, è andato in onda il primo episodio di Agents of S.H.I.E.L.D.


A Joss Wheadon, produttore e deus ex machina dell'intero progetto, il compito di riallacciare questo pilota - e quindi l'intera serie - all'universo Marvel portato al cinema negli ultimi anni, con particolare riferimento agli Avengers, ovvio.
E infatti Agents of S.H.I.E.L.D parte proprio qualche mese dopo la Battaglia di New York, con un redivivo agente Coulson che mette in piede una nuova squadra "stana supereroi". 
Lo stile di Wheadon si vede tanto nella scrittura, quanto nella regia ed è il perfetto collante con il film di Fury e compagni: c'è un pizzico di umorismo, c'è azione, c'è il dramma, il tutto miscelato ottimamente. Le gag infatti funzionano bene contrapposte anche ai momenti più emotivi (il confronto verso la fine dell'episodio, dentro la stazione, è un passaggio scritto in maniera ineccepibile). Oltre a Wheadon, si sente la mano anche di Jeph Loeb, uno dei produttori esecutivi, tant'è che l'inizio sembra preso di peso dall'inizio di Heroes, quando era ancora una serie della madonna, prima dei vari smarmellamenti supereroici senza senso.
Le possibilità di espandere l'universo Marvel, incrociandolo con richiami e collegamenti ai film, sono tante, tantissime: una fonte pressoché infinita che nei prossimi anni potrebbe fondere cinema e televisione in una maniera mai vista finora.
Quindi abbiamo una nuova serie da idolatrare qua a nerdolandia?
Mmmm, tutto da verificare.
Ché va bene, il pilota è stato divertente, MA... 
- I primi episodi hanno dei budget stratosferici (specie se ti ritrovi con un Wheadon come produttore) che già dal secondo episodio calano vistosamente. 
E di budget questa serie ne ha bisogno come il pane.
I personaggi: Coulson si porta tutto il peso della baracca dell'Helicarrier sulle spalle, ma basterà? Il resto della squadra è abbastanza stereotipato: il tizio burbero, infallibile ma pacioso dentro, la coppia di nerd un po' pazzerelli ma geniali, l'asiatica capace di guidare qualsiasi cosa e menare chiunque, la bonazza di turno aggregata all'ultimo che farà da elemento di contrasto con il resto del team.

Ecco, se riescono a sviluppare i personaggi al di là di ogni stereotipo, caratterizzandoli con maggiore profondità e a tenere un budget sufficiente per pagarsi degli effetti speciali decenti (e non sfondi tipo la Cartoonia nel finale di Dexter), allora il nostro entusiazzo ora discreto può facilmente salire alle stelle, a velocità smodata.

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