venerdì 2 agosto 2013

Animali veloci e bambini lenti

Ho sempre avuto qualche difficoltà nell’appiccicare etichette a un gruppo.
Se mi chiedete che genere sono i Fast Animals and Slow Kids, ad esempio, non vi saprei rispondere.


Vi saprei dire però che il loro disco, Hybris, uscito lo scorso marzo, è uno degli ascolti più interessanti che vi potrete concedere quest’anno.
Alla loro seconda prova, dopo Cavalli (Il tuo album da colorare) i FASK tirano fuori un album memorabile, fatto di pura energia. Undici pezzi trascinanti che cominciano, piano, anzi pianissimo, con un attacco post rock di scuola Mogwai per poi esplodere fra le orecchie in un misto di dolcezza e potenza.
Ed è proprio tutto il disco a giocare su questi equilibri, tra tirate strumentali che spaziano dal già citato gruppo di Glasgow passando talvolta per Il Teatro degli Orrori (senza però quella “pesantezza” che la band di Capovilla si porta sulle spalle) e arpeggi dai richiami math rock sfuggendo alle logiche rigide di strofa-ritornello-strofa-ritornello-variazione-ritornello-chiusura. 
Hybris è un disco coinvolgente che spinge sull’acceleratore e ti fa venire voglia di gridare e ballare crescendo ascolto dopo ascolto: si lascia scoprire poco alla volta, rivelando nuovi risvolti e piccole sfumature che si notano appena.
Il singolo A cosa ci serve ne è un perfetto esempio. Chiamatemi pazzo ma per me è una delle più belle canzoni d’amore scritte in tempi recenti.
Ma sarebbero tanti i pezzi da citare: Combattere per l’incertezza, Maria Antonietta, Calce, Dove sei, Canzone per un abete parte II.
Un album fatto di potenzialmente undici singoli.
Che i FASK siano dei bravi ragazzi lo si capisce anche e soprattutto dal fatto che Hybris è disponibile in free download (la parolina magica 2.0) sul sito della WoodwormMusic.


E allora scaricatelo, parlatene bene, che poi ci rivediamo tutti al concerto.

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