martedì 16 aprile 2013

Della fiera di Bologna, del coraggio di una casa editrice e del Manga Mangante...


Per la prima volta, da una decina d’anni a questa parte, l’annuale fiera del libro per ragazzi di Bologna di qualche settimana fa – l’appuntamento più importante dell’anno nel settore, insieme a Francoforte – sembra dare dei piccoli segnali di vita.
Se negli ultimi anni era evidente un vuoto sia di soldi che di idee, quest’anno sono stati lanciati dei vaghi segnali di ripresa: il mercato dell’editoria è stato forse uno dei primi ad andare in crisi, complice anche il grande spauracchio degli ebook, che si temeva avrebbero mangiato via una fetta di mercato, con editori grandi e piccoli che si erano convinti che si sarebbero trovati senza mutande da un giorno con l’altro.
Ora, nessuno mette in dubbio quanto l’editoria abbia subito un crollo vertiginoso che ha causato significativi tagli di buget e di teste (domandate alla DeAgostini, fra le tante), ma l’impressione che mi sono fatto è che sì, forse, qualcosa di nuovo sta venendo fuori.
Non c’è stato un particolare editore o nuovo progetto che abbia sbancato la fiera, ma la forza si è percepita nella quantità: gli stand erano più curati, le proposte erano molto più variate e accattivanti, da parte di un sacco di editori si è percepita una voglia di rimettersi in gioco.

Tra questi si è distinta la EL edizioni, un gruppo triestino che fa capo al più ampio gruppo Einaudi, che ha presentato un catalogo e delle novità significative, non tanto forse per originalità, quanto per la qualità.

Mettiamo subito in chiaro che molti delle persone che hanno lavorato a progetti come i Classicini o Mostri&Mostri, sono amici o conoscenti e per me sarebbe molto più che facile parlarne bene a prescindere.
Ma francamente non serve essere degli esperti per apprezzare i lavori di gente come Turconi, Bigarella o Piana.
Se fosse però solo una questione di illustrazioni, in effetti, ci sono un milione di altri titoli, di molti altri editori, che andrebbero citati per dovere di cronaca, la verità è che finalmente a delle belle immagini corrisponde anche un notevole lavoro di grafica, pulita e accattivante, a opera di Francesca Leoneschi e del suo studio The World of Dot, che gestisce insieme a Iacopo Bruno, (con cui negli anni ho avuto l’onore e il piacere di lavorare) e che ormai ha raggiunto il suo apice.
Ad oggi “il mondo del punto” è il miglior studio di grafica per l’editoria in Italia. Punto.
I loro lavori hanno un profilo di alta caratura, che coniuga elementi puramente estetici a elementi illustrativi con gusto un raffinato verso la composizione, i colori e i pesi.

Uno degli esempi più lampanti e recenti è “Enrichetto Cosimo alla ricerca del Manga Mangante”, di Luca Raffaelli.

Un piccolo gioiellino che brilla per originalità tanto nella scrittura quanto nel confezionamento stesso del libro (a partire dalla copertina passando per gli interni). Anche qua un grosso merito spetta all'impianto grafico e alle illustrazioni di Andrea Cavallini, sempre dello studio The World of Dot: un bel lavoro che miscela con sapienza parole, immagini e handmade typography.

Il coraggio maggiore dimostrato da EL è proprio quello di aver smesso di credere, come spesso accade nel settore, che il pubblico con cui ci si interfaccia sia meno stupido di quel che si pensa e ha quindi costruito dei prodotti visivamente più complessi, più costruiti, ma allo stesso tempo perfettamente fruibili e d’impatto.
E oggi, tirare fuori prodotti di questo tipo, ben curati dal punto di vista della grafica, delle illustrazioni, della stampa senza ristagnare nel “classico”, è una scommessa coraggiosa e sfrontata che mi auguro proietti la casa editrice verso nuovi traguardi.

Ecco, a proposito di Enrichetto Cosimo... Superate lo scoglio di "libro-per-bambini" e fatevi un favore: compratelo. 
Se poi vi vergognate di andare in libreria, fate come faccio io: dite alla signorina al banco informazioni che è per vostro nipote, così il vostro onore sarà salvo e potrete andare a casa tranquillamente a sghignazzare sotto le coperte.

Oppure lo comprate online, ma sempre specificando che è per vostro nipote.

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