giovedì 11 aprile 2013

Dal fumetto alla tv, 7 nuove possibili serie (o forse no)


Da quando si è concluso Lost nel 2010 (anche se sembrano passati tipo otto anni), i network televisivi sono andati alla caccia ossessiva di un possibile erede che potesse avere lo stesso seguito e fare gli stessi ascolti. Questa frenetica smania di successo a orologeria ha praticamente tagliato le gambe a tutte le serie che ci hanno provato: da Flash Forward a Jericho, da The Event ad Alcatraz, passando per Fringe, Revolution, Person of interest, Last Resort e parecchi altri.
Alcuni show sono stati chiusi per evidenti lacune di sceneggiatura, altre avevano aspettative troppo alte che non sono state poi ripagate nei numeri e sono state falciate dopo una manciata di episodi appena, altri ancora non sono andati lontano come avrebbero dovuto.

Da anni ormai la carenza di idee di Hollywood si fa sentire anche in ambito telefilmico, non a caso l’unico vero prodotto che sta vivendo un momento d’oro è The Walking Dead, una serie che proviene da un altro universo mediatico.
Per la prima volta, infatti, qualcuno ha attinto dal mondo dei fumetti senza per forza tirarci dentro dei supereroi: là fuori, esistono tonnellate di serie "indipendenti" (da chi poi?) che riadattate per la tv avrebbero un potenziale di alto livello.
L’industria del fumetto – che pure non se la passa benissimo – può dare una grossa mano a quella degli show televisivi: Il patrimonio di idee, spunti e nuove serie da cui pescare è ricco e forse i produttori dovrebbero seguire la scia di ciò che è stato fatto da quelli della AMC con The Walking Dead.

Ma quali sarebbero quindi le possibili serie a fumetti che potrebbero diventare delle serie tv di successo, al pari della serie di Kirkman, Moore e Adlard?

Fidati di me.

Y, l’ultimo uomo sulla terra di Brian K. Vaughan e Pia Guerra


Di questa serie se ne era parlato tempo fa e già allora ero convinto nell’ottimo potenziale cinematografico: rispetto ad altre serie, sicuramente i costi non rappresentano un grosso ostacolo e con un buon lavoro di casting, questa serie potrebbe essere davvero una bomba. Allora, forza, nessun network si fa avanti? Abc, Nbc, che aspettate?

Scalped di Jason Aaron e R.M. Guéra


Una serie noir, durissima, polverosa come le strade del Texas, disperata e selvaggia che sarebbe materia dorata nelle mani di sceneggiatori della scuderia HBO o della AMC. Un agente infiltrato dell’FBI ritorna nella riserva indiana in cui è cresciuto per far crollare l’impero costruito dal suo vecchio capo tribale che usa come copertura il suo casinò per tutti i suoi affari più sporchi, dalla prostituzione al traffico di droga. Una serie che entra perfettamente in scia con i prodotti televisivi di maggiore successo degli ultimi anni, un erede perfetto per Breaking Bad, che peraltro quest’anno giunge alla sua conclusione.

Powers di Brian M. Bendis e Michael Avon Oeming


In un mondo in cui i supereroi esistono, i detective Walzer e Pilgrim seguono le indagini legati solo agli eroi mascherati tra serial killer, superpoteri, tradimenti e uno sviluppo della trama in bilico tra thriller, noir venato di freddo sarcasmo. La serie si muove in equilibrio tra l’elemento fantastico legato al mondo dei supereroi e uno più strettamente procedural legato al mondo dei poliziotti e delle loro vicende umane.
A onor del vero è da anni che il canale FX sta lottando per portare sul piccolo schermo le avventure dei detective Walker e Pilgrim ma senza successo: tra i tanti problemi, sicuramente non è da trascurare un problema di budget considerata l’alta spettacolarità che necessiterebbero le scene con i supereroi.

New York Four/Five di Brian Wood e Ryan Kelly


In realtà non si tratta di una serie vera e propria quanto – al momento – di due miniserie, per l’appunto New York Four e il suo seguito New York Five. Una bella recensione la trovate qua. L’unico vero intoppo per questa serie è che in qualche modo qualcun altro la sta facendo (con tutte le differenze del caso, sia chiaro): sono quelli della HBO, con Girls.

Saga di Brian K. Vaughan e Fiona Staples


“Il miglior fumetto che potete comprare per meno di tre dollari”.
Di nuovo Brian K. Vaughan (lo stesso di Y e già tra gli sceneggiatori di Lost) per questo serial che combina il fantasy, la fantascienza ma anche la sostanza “umana” con una sensibilità straordinaria: la storia è quella di una coppia in fuga, nel tentativo disperato di sopravvivere e salvare la loro neonata. Questa serie è piena zeppa di trovate originali, dialoghi frizzanti, personaggi fuori dal comune che si muovono all’interno di una girandola continua di colpi di scena. Il grosso limite, naturalmente, è quello della messinscena che avrebbe costi di realizzazione proibitivi. Anche se, a dirla tutta, Game of Thrones (altra serie di grande successo, presa dai romanzi di Martin) riesce a portare a casa la pagnotta sfruttando al massimo i mezzi produttivi a disposizione, con risultati dignitosi (talvolta).

Criminal di Ed Brubaker e Sean Phillips


La serie criminale per eccellenza, una serie dalla potenza rabbiosa che racconta la storia di una città, prima ancora che dei personaggi che la popolano. Una città che potrebbe essere la Baltimora di The Wire, o la Los Angeles di The Shield, un universo racchiuso in un pugno di strada dove la malavita non è più uno stile di vita ma è l’unica vita possibile. Di nuovo, la HBO avrebbe una quantità di materiale su cui lavorare da tirarci fuori il nuovo Soprano.
Sempre di Brubaker e Phillips, sempre in materia noir, ma ibridato con l’horror, Fatale, invece, è la storia di una donna immortale che plagia e manipola gli uomini dagli anni ’30 fino ad oggi in un continuo gioco in cui passato e presente si fondono e confondono. L’anello di congiunzione tra Boardwalk Empire e 666 Park Avenue.


Chew di John Layman e Rob Guillory


Chiudiamo questa incursione con questa serie che dà una nuova definizione di “strano”. Le vicende sono ambientate in un mondo in cui il pollo è stato messo al bando dalla FDA (Food and Drug Administration) che è diventata quindi una delle agenzie più potenti del paese: Tony Chu, neoagente della FDA, è uno dei pochi “cibopatici” del mondo, può cioè capire la provenienza e la storia di qualsiasi cosa mangi (che sia una carota o un pezzo di cadavere), si ritrova a indagare su bizzarri casi investigativi che coinvolgono aziende senza scrupoli, polli lottatori di wrestling, vampiri (o presunti tali) e parecchie altre stranezze. Il taglio della serie è fortemente ironico, un black humour alla Wilfred, ma miscelato a toni più seri, tipici dei serial come CSI o NCIS: una specie di White Collar ma più cattivo e pieno di sangue. Sicuramente non è una serie che può piacere a tutti, avrebbe di certo un pubblico più ristretto, di nicchia: che poi questa è stata tra le probabili cause per cui la Showtime, che aveva inizialmente buttato gli occhi sul progetto, ha abbandonato i suoi propositi.

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