mercoledì 16 gennaio 2013

Fell in love with a Girl

Cronache Veneziane, di Enrico Casarosa, potrebbe essere un'opera che segna una svolta epocale nel mondo del fumetto.


L'ho sparata grossa, vero?
Beh, in effetti, è così, ma ora dovrei aver attirato la vostra attenzione, pertanto cerchiamo di capire come e perché, queste Cronache potrebbero essere molto molto molto importanti all'interno del mondo del fumetto.
Per farlo dobbiamo fare un passo indietro e capire chi è esattamente Enrico Casarosa.


Enrico, classe 1970, vuole fare l'animatore - i cartoni animati, non quello nei villaggi turistici - così a vent'anni si trasferisce in America. Dopo un lungo periodo di studi, finisce prima ai Blue Sky Studios (quelli cioè dell'Era Glaciale) e poi alla Pixar, dove dirige l'ultimo cortometraggio La Luna, che gli vale la candidatura agli Academy Awards.
Facciamo un passo indietro.
Prima infatti di arrivare alla direzione di un cortometraggio, Enrico ha lavorato principalmente come storyboard artist, un mestiere di capitale importanza all'interno della produzione di un film animato. 
Lo storyboard artist rappresenta gli occhi del film, colui che ha il compito di visualizzare la sceneggiatura, di tradurre in immagini ciò che fino ad allora sono solo parole su carta. E' la guida che illumina il regista nel suo cammino, la videocamera che si muove in un mondo immaginario.
Costruire una storia per immagini è un'arte complessa, raffinata, che nasce nella mente dell'autore ma che deve prendere corpo e forma in maniera chiara e funzionale. 
Non solo. 
Nella composizione di una scena vanno considerati anche gli aspetti più tecnici e pratici del lavoro: se da una parte ci si scontra con la propria creatività, d'altro canto si deve tenere conto di cosa si può fare e cosa no anche a livello di mezzi produttivi ed economici.
Lo storyboard artist è, insomma, un'equilibrista in bilico su di un filo, a venti metri d'altezza.

Tutto questo per chiarire che Enrico non è mai stato fumettista.
Ma se è vero, come hanno detto Will Eisner e Scott McCloud, che il fumetto è "arte sequenziale" e "immagini e altre figure giustapposte in una deliberata sequenza" ecco che pian piano, i ruoli di fumettista e storyboard artist possono in una certa misura accostarsi.
E'vero, l'animazione è sequenziale rispetto al concetto di tempo e non giustapposta nello spazio (come il fumetto), ma nella fase degli storyboard, i due media hanno veramente parecchie cose in comune.

Veniamo quindi al nocciolo della questione.


Per essere un buon fumettista e un buon storyboard artist ciò che conta per davvero è essere un buon narratore.
E senza ombra di dubbio, Enrico è un narratore eccellente.

Cronache Veneziane, che Casarosa ha pubblicato nel lontano 2008 (ma che da noi, è arrivato solo a fine 2012 tramite Rizzoli Lizard), è un grosso esperimento di storyboard a fumetti disegnati in presa diretta, un live sketching che ha come (s)punto di partenza i viaggi di Enrico in Italia - e quelli in giro per gli States - e che per l'appunto fanno da cronaca biografica di quel periodo.

Casarosa si esprime attraverso schizzi veloci, imprecisi, appena velati da uno strato di acquarello, piegando la propria storia al servizio della tecnica usata al momento: quando - per esempio - Enrico si trova in viaggio, trova delle soluzioni per raccontare quella cosa in una certa maniera, miscelando parti scritte con più calma - a posteriori - a parti disegnate in maniera assolutamente live, nel momento stesso in cui si trovava lì. 
Questo romanzo è un continuo rincorrersi di sketch estemporanei, disegni al buio senza mai staccare la matita dal foglio, divertissement, sketchcrawling (fenomeno incredibilmente diffuso in America e quasi del tutto ignorato qua in Italia), link multimediali, alla ricerca di tutta una serie di soluzioni narrative che permettano alla storia di scorrere in maniera fluida e naturale.

Ecco questa atipica formula di narrazione può aprire porte del tutto nuove nel mondo del fumetto, che troppo spesso se ne sta tutto chiuso fra le quattro pareti delle sue vignette senza mai alzare lo sguardo e osservare ciò che gli succede intorno.

Ma sapete qual è la cosa più bella di tutte è alla fine del libro, al di là di tutti questi discorsi teNnici, sofismi e pignolerie? 

La cosa più bella è che Cronache Veneziane ci racconta una piccola grande storia d'amore, senza grossi colpi di scena, ma non per questo meno appassionante e - soprattutto - sincera.

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