lunedì 29 ottobre 2012

The Bold Arrow of Time


Un paio di settimane fa, si è detto dell’ottimo lavoro in termini di grafica e illustrazione che quelli di ISBN Edizioni hanno prodotto per i loro special books. Un lavoro decisamente all’avanguardia rispetto alla stragrande maggioranza degli editori italiani.
Ma c’era già chi, dagli inizi del Novecento, questo tipo di approccio innovativo lo utilizzava bene.

  


martedì 23 ottobre 2012

Let it Go


Il secondo album è sempre il più difficile, cantava Caparezza qualche anno fa. E a ben guardare, ha ragione da vendere: se il tuo primo disco è stato una bomba, attorno a te, si saranno create molte aspettative e molta pressione, che rischiano di inficiare la qualità del prodotto in arrivo.
Questo discorso ha la stessa valenza tanto in campo musicale, quanto in quello fumettistico.
Il 19 ottobre, pochi giorni fa, è uscita l’opera seconda di Zerocalcare, Un polpo alla gola, erede della Profezia dell’Armadillo, uscito i mesi scorsi, (ri)pubblicato da Bao Publishing, interessante realtà editoriale che sta facendo a sportellate con editori di maggior peso.


Nel corso dell’ultimo anno e mezzo circa, attorno a Zerocalcare si è costruita un’attenzione e un seguito di pubblico davvero unici, che lo hanno reso un caso mediatico di rara importanza. Tutto è nato grazie al web e alla velocità di diffusione attraverso social network e nel giro di poco, pochissimo tempo, ha trovato un successo senza precedenti, avvicinando parecchie persone poco avvezze al mondo del fumetto (e del fumetto digitale).
Su questo discorso di diffusione e popolarità ci torniamo più tardi, magari con un pezzo dedicato.
Torniamo al secondo “album” di Zerocalcare e all’enorme aspettativa che si creata attorno alla sua ultima fatica editoriale.

martedì 16 ottobre 2012

The End is the Beginning is the End


E con questa quarta parte, si conclude il discorso iniziato qua e proseguito poi qua e qua.

Dov’eravamo rimasti?
Ah sì, il libro è ormai giunto alla chiusura degli interni da parte del disegnatore e del colorista. Questo per me vuol dire solo una cosa: passare a quella scomoda e antipatica fase di lavoro chiamata “giri di correzione”.


venerdì 12 ottobre 2012

La Nobile Arte


Ripensandoci bene, io, un tizio con quelle caratteristiche, lo conosco già.
Le nostre strade si sono incrociate parecchio negli anni, a cominciare da quella rivista per bambini che avevano un conto bancario. In mezzo a tanti fumetti dalla qualità discutibile, in quella rivista ce n’era uno molto più avanti degli altri: era Super Pro scritto da Daniele Mocci e disegnato da Luca.
Tempo dopo ci siamo rivisti a un Corso di disegno Stilton, io in qualità di passacarte, lui in quello di “allievo” (mi si perdoni il termine) e anche se all’epoca poi non si concretizzò nulla, so che Luca ha continuato a collaborare in maniera tangenziale a Piemme tramite l’agenzia di service Red Whale.
Nel corso degli anni con Luca ci si è incrociati spesso a qualche fiera o a qualche altro evento, ma si trattava per lo più di chiacchiere di cortesia. Tutte le volte gli dicevo che mi sarebbe piaciuto collaborare insieme se ce ne fosse stata l’occasione: ero praticamente convinto che Luca pensava che lo dicessi tanto per, e devo ammettere che cominciavo a crederlo anche io.
Almeno fino al momento in cui quella famosa occasione non si è presentata.

Come sempre, le immagini sono degli aventi diritto.



giovedì 11 ottobre 2012

Ol' Rosco

Have you seen Ol' Rosco?
He's too damn drunk to drive

Saw him pissin' in the bathroom
That's when he gave me the evil eye.
Said boy i think you had too many
Why don't you give up them keys?
Tells me to mind my business 
Says says he'll do as he'll damn well please.

So I ordered hot coffee
and an olie on tap.
I put the olie to my lips
then I poured the hot coffee in his lap.

lunedì 8 ottobre 2012

I'm no Superman



È il 2008 e la Piemme e il mondo di Geronimo Stilton sono come l’universo: in continua espansione. Il mondo del direttore dell’Eco del Roditore si sta allargando e uno dei suoi personaggi spalla più accattivanti, Ficcanaso Squitt, diventa il protagonista di una nuova serie spin-off.
Nasce quindi il progetto dei Supereroi in cui il summenzionato Squitt si ritrova suo malgrado supereroe, un incrocio tra Ralph Supermaxieroe e Paperinik.
Gli studi grafici, così come la responsabilità dell’intero progetto, viene affidata a Flavio Ferron. Disegnatore, mamma, maestro, amico, illustratore, padre confessore e persona a cui devo molto di più di quello che non riuscirò mai a esprimere a parole.
Flavio, anche lui a tempo pieno in Piemme, è coadiuvato alle matite da Giuseppe Facciotto e in seconda battuta al colore da Daniele Verzini.
Da lì a un anno circa la serie è avviata e comincia la sua avventura in libreria.


Immagine di proprietà degli aventi diritto.


venerdì 5 ottobre 2012

I'm Dr. Worm, I'm interested in things. I'm not a real doctor, but I am a real worm.

Il Dr. Seuss, per quei pochi che non lo dovessero sapere, è uno dei padri dell'illustrazione umoristica americana insieme a Maurice Sendak. Ha scritto e illustrato centinaia di libri che sono entrati di diritto nella storia, dal Grinch a Ortone, da Cat in the Hat a Lorax, solo per citare i più celebri.
Il suo stile unico lo riconoscerebbe anche un cieco. A distanza di un chilometro. Con una benda sugli occhi. 
Sparsi per il web è pieno di "what if" dove il Dr. Seuss ha scritto e illustrato Batman, Lovecraft, Guerre Stellari e parecchi altri.
Di seguito una mini gallery di qualcuna di queste illustrazioni...






giovedì 4 ottobre 2012

Ci sono cose che non capisco

Allora, ci mettiamo una ragazza dai capelli rossi, giovane e moderna quanto basta.
Un tizio extra-comunitario ma abbastanza integrato che fa sempre politically correct.
Poi ci mettiamo un altro tipo con un nome fuori dal comune.
E sullo sfondo... sullo sfondo, sì: un bel call center, così andiamo sul sicuro.
C'è il disagio sociale, la crisi, il precariato, gli amori sospesi, i giovani che scappano dall'Italia.

Davvero si può essere più stereotipati di così?


Non so a voi, ma a me questi fumetti finto-autoriali, finto-intellettuali, finto-alternativi stanno proprio sul cazzo.

In Italia c'è ancora questo bisogno disperato di sottoprodotti paracul...turali per avvicinare gli italiani al mondo del fumetto?
Quando capiremo che travestire il fumetto da graphic novel socialmente impegnato, non è sinonimo di qualità o cultura? 
Ma che al contrario questo camuffamento non fa che mortificarlo e basta?
Quanto tempo dovrà passare prima che ci si accorga che un fumetto popolare - perché in America questo è - come Walking Dead è molto più intimistico e metaforico che non robetta come questa?

Che poi, oh, Andrea Bruno è pure bravo - e parecchio - in quello che fa.


Ma il cantante pseudo alternativo che ora scrive pure i fumetti, questo no.


Vasco Brondi sei l'ennesimo paio di braccia rubate all'agricoltura in un'Italia che di manodopera ne avrebbe ben bisogno.

Hard to explain


Ho provato spesso a spiegare ai miei amici il lavoro che faccio.
Dice “art-director”.
Sì, ma in pratica che vuol dire?
Eccheminchianesoio È complicato da spiegare, dico io, solitamente.
Quelle poche volte poi, che mi ci sono messo d’impegno ho visto di fronte a me casi di morte cerebrale, combustione spontanea e occhi bianchi ripieni di droga.

Ora. Proviamo dalla tastiera di un computer ad analizzare meglio la situazione.

La scusa di questa serie di post mi è data dall’arrivo nelle mie mani, pochi giorni fa, di una copia staffetta di quello che, a conti fatti, è il progetto che ho seguito con maggiore completezza, autorità e libertà di scelte.

Tutte le immagini sono di proprietà degli aventi diritto, ecc. ecc.





martedì 2 ottobre 2012

Blue Dahlia


Penna a sfera e Photoshop, anzi IL Photoshop, come dicono al telegiornale.


lunedì 1 ottobre 2012

Riot Act


Quando tra vent’anni ci guarderemo indietro, una delle opere più importanti che hanno descritto in maniera più completa questi anni è DMZ.
Questa serie Vertigo - che immagina una seconda guerra civile americana che vede in  Manhattan una zona demilitarizzata divisa tra Stati Uniti d’America e gli Stati Liberi - ha mostrato con straordinario anticipo molte delle situazioni politiche e sociali che ci hanno investito in questi anni. Passando dall’undici settembre, alla crisi globale, a Occupy Wall Street, al disagio di un’America che si scopre un pezzetto sempre più divisa giorno dopo giorno.
L’occhio critico di Brian Wood si dimostra cinico e spietato come solo il più sincero degli amanti potrebbe fare. Dietro ogni palazzo storico abbattuto, ogni quartiere abbandonato, ogni persona lasciata indietro, ogni simbolo dato alle fiamme, si nasconde un profondo amore verso New York in una sorta di ammonimento per le prossime generazioni.
E non è un caso un finale così amaro, l’unico finale davvero possibile e credibile, dovrebbe essere preso a modello da tutta la classe politica (americana e non).
Il senso è: assumersi le responsabilità e le colpe.
Pagare le conseguenze dei propri errori.
Farsi da parte per permettere di andare avanti, muoversi verso il futuro.