lunedì 12 marzo 2012

Quant'è figo 'sto Popolino.

Il Full Comics and Games è una manifestazione nazionale dedicata al mondo del fumetto e delle arti grafiche che si svolgerà a Milano dal 18 al 20 maggio. Sarà un’ottima occasione di incontro tra autori ed editori, ma non solo. Sono numerose infatti le iniziative previste dal programma di questo evento: a partire da alcune mostre espositive per proseguire con approfondimenti sull’annoso tema del diritto d’autore. Tutto questo avverrà in uno spazio moderno e ben distante dai luoghi solitamente predisposti a questo tipo di manifestazioni: il Full Comics and Games verrà infatti allestito a pochi passi dai Navigli, in quella stessa zona Tortona che ogni anno accoglie gli scrocconi che mangiano a sbafo negli stand gli appassionati di design in occasione del Salone del Mobile. Dicevamo in ogni caso che si tratta di un modo nuovo di pensare e di rivolgersi a un certo tipo di settore, innovativo per molti aspetti: ma questa non è che la punta dell’iceberg. La novità più interessante è senza dubbio rappresentata dai Career Days dove, come ci tengono a precisare sul comunicato stampa apparso sul sito dell’evento, “Nelle giornate di sabato 19 maggio e domenica 20 maggio 2012 ampio spazio verrà dedicato ai “colloqui” tra autori ed editori. Decine di rappresentanti ed editor di case editrici e di produzione del mondo grafico nazionale ed internazionale (fumetti, giochi e cinema d’animazione) saranno a disposizione di tutti coloro che vorranno proporsi con i propri progetti e books e tentare così l’accesso al mondo del lavoro nelle arti grafiche. Ad ogni casa editrice corrisponderà una postazione”.

Insomma, a quanto pare, un autentico paradiso per gli autori emergenti, per gli studenti delle scuole e in generale per chiunque voglia provare a intraprendere questo tipo di professione.
Io a questo tipo di evento, che si prospetta molto promettente, non andrò.
Perché? Perché ho letto la seconda parte di quel comunicato stampa citato poco sopra.
“Gli autori potranno presentarsi alle aziende maggiormente affini con la propria produzione e preparazione. Ogni azienda presente all’evento verrà inserita nell’elenco qui sotto. L’inserimento delle case editrici disponibili per i colloqui é in continuo aggiornamento. L’organizzazione ha predisposto una tariffa simbolica (10 EURO) al fine di evitare “ingolfamenti” e consentire i colloqui al maggior numero possibile di autori interessati”.”

A seguito di questo annuncio un bel bottone arancione che mi dice PAGA ADESSO con collegamenti a postepay, visa e mastercard.

Quindi voi organizzatori mi state dicendo che io giovane autore emergente che fino ad oggi ho spedito i miei progetti a tutte le case editrici dell’universo conosciuto senza mai ricevere uno straccio di risposta, devo PAGARE per poter ottenere un colloquio con un editor di una casa editrice?

Come dire, pagami per farti dire che il tuo progetto non è in linea con il nostro piano editoriale. Pagami per farti dire che sì, sei bravo, ma non c’è spazio nella casa editrice per un tuo progetto. Pagami che poi fai qualche prova e ci risentiamo. E questo la dice lunga sull’interesse di un editore italiano nei confronti delle nuove leve del fumetto.

Vergogna. Vergogna. Vergogna.

In Francia, alla fiera di Angouleme, o a Bologna, alla fiera del libro per ragazzi, gli illustratori sono disposti a farsi ore e ore di coda. Quindi la motivazione del “consentire i colloqui al maggior numero possibile di autori interessati” francamente non regge.
È vero, si paga un (salato) biglietto d’ingresso a queste manifestazioni. Ma si tratta per l’appunto di un biglietto che mi permette di entrare alla fiera, visitare gli stand e darmi la possibilità, SE SONO INTERESSATO di provare a proporre il mio progetto a qualcuno.
In questo caso ciò che pago è la possibilità di ottenere un colloquio di lavoro.
È un sistema degradante che umilia chi l’ha ideato prima ancora di chi lo subisce. Che io sia un autore emergente, uno studente, un veterano del mestiere, questo è un insulto bello e buono. Non c’è altro termine che possa descrivere questo atteggiamento.

E voi siete gli stessi che mi venite a parlare di diritto d’autore?
Diritto d’autore significa anche non pagare per un colloquio di lavoro.

Punto. 

venerdì 9 marzo 2012

The Kids are alright

Nel 1984 gli Stadio importunavano le ragazze chiedendo loro chi erano i Beatles, oggi invece sarò io a importunare voi parlando degli Who. Chi?! Gli Who. Chi?! Gli Who. Chi?! Gli Who. Chi?!
Ehr... Conclusa questa esilarante gag, possiamo passare oltre. 
Gli Who sono state in assoluto una delle band più influenti della storia della musica, al pari degli Smiths: attivi sostanzialmente dal 1964 al 1983 (con qualche sporadico ritorno di fiamma nelle due decadi successive), gli Who hanno cambiato il volto del rock alzando l’asticella a ogni loro prodotto. Dalle prime opere di carattere pop-rock che rivelavano un’origine comune a quella dei contemporanei (e conterranei) Beatles fino agli esperimenti più psichedelici e proto-punk degli anni settanta che hanno posto le basi per altre band, dai Clash ai Ramones (che ne sono figli, o quantomeno nipoti di primo grado), ancora oggi la maggior parte dei gruppi britannici, e non, ritrova negli Who un modello d’esempio e una continua fonte di ispirazione.

Non è un caso che nel corso degli anni la band capitanata da Pete Townsend, sia stata spesso omaggiata con numerose cover da parte dei più celebri artisti internazionali: cominciamo quindi questo excursus con uno dei loro brani più famosi… Baba O’Riley. Di questo pezzo, spesso erroneamente chiamato Teenage Wasteland, le band che l'hanno coverizzato non si contano ormai nemmeno più, dai Grateful Dead ai Dropkick Murphys… ma quella a cui sono più affezionato è quella schizzatissima dei Nirvana che puoi comodamente ascoltare qua.

Rigorosamente in ordine alfabetico troviamo Behind Blue Eyes, canzone del 1971 ripresa nel corso del tempo da Bryan Adams, Suzanne Vega, Sheryl Crow e in tempi più recenti, nel 2003, dai Limp Bizkit che l’hanno re-interpretata per il film Gothika.

Alla lettera I troviamo un altro successo degli Who, per l’esattezza I can’t explain. Grossi calibri della musica si sono messi alla priva con questo brano. La mia versione preferita? Naturalmente quella del Duca Bianco.

Love Reign O’er Me. La struggente potenza di questo brano ha raggiunto delle vette che solo in pochi altri al mondo sono riusciti a toccare. E nessuno meglio di Eddie Vedder e dei Pearl Jam poteva eguagliare l'intensità emotiva di questo brano: la band di Seattle è forse quella che ha più ascoltato gli Who nella loro carriera, infatti durante i loro live hanno spesso e volentieri suonato molti dei loro pezzi, dalla già citata Baba O’Riley a The Kids are Alright, passando per Leaving Here e The Seeker. Un’ultima nota conclusiva: la versione Love Reign O’er me dei Pearl Jam è parte della colonna sonora dell’omonimo film del 2005. Un piccolo gioiellino con un grandissimo Adam Sandler, attore troppo spesso sottovalutato.

Altro pezzo storico, autentico manifesto di una generazione che "sperava di morire prima di invecchiare", inno del movimento Mod: più che una canzone, un grido ribelle che cambiò le menti di molti giovani… Signori, questa è My Generation. Se volessimo stilare una lista completa di chi l’ha rifatta, moriremmo prima perciò ci accontentiamo della versione made in Green Day.

Scendiamo ora fino alla S, S come Substitute. Si diceva di come gli Who avessero influito sui Ramones: ebbene i quattro fratelli col chiodo e i capelli lunghi ricambiano il favore con una bella cover del pezzo.

Ti vedo che quando sei sul divano e ti parte la sigla di C.S.I. Las Vegas sei lì a cantare con la vocina in falsetto i cori UUUUUAAAAARRRIIUUUU! UU-UU! UU-UU! Beh, nel caso non lo sapessi, o l’avessi dimenticato, stai cantando Who are You, title track dell’omonimo album del 1978. Riportata alla memoria, tra gli altri, dagli Sterephonics.

E visto che è venerdì e ci attende il weekend, chiudiamo questa carrellata con Won’t get Fooled Again in una versione che così guarda mamma mia la potevano fare solo i Van Halen.


Come sempre un’analisi più completa e approfondita la potete trovare a queste coordinate.