venerdì 28 dicembre 2012

Quasi adatti a rinunciare alle proprie fantasie

Ma quindi questo Ralph Spaccatutto, spacca veramente così come ci promettevano i trailer da mesi?



In linea di massima sì, direi che spacca. 
Ecco, magari non spacca proprio tutto tutto, ma il risultato se lo porta a casa a mani basse.

E lo fa prendendo alcuni spunti narrativi già visti e rivisti: in sostanza sono andati a prendere Shrek infilandolo nel mondo di Toy Story e aggiungendogli come spalla una Boo di Monsters&Co.: eppure questo maxi frullato di altre pellicole, funziona in maniera perfetta.

Ralph Spaccatutto comincia in maniera ottima, con un sacco di trovate brillanti e divertenti: il film subisce poi una brusca frenata nella parte centrale della pellicola, ma, come dire, il ventre molle - quello che sta cioè tra la metà del secondo atto e l'inizio del terzo - è una sorta di marchio di fabbrica Disney in questo senso e solo pochi film sono sfuggiti a questa logica.
Il finale invece si riprende con vigore lanciandosi a tutta velocità (o quasi) verso il traguardo fino a quegli ultimi trenta secondi che se stanno sospesi lì, a galleggiare in testa sulla via di casa.
Da un punto di vista prettamente grafico, invece, Ralph è indubbiamente solido e ben fatto: da sempre il character design è uno dei punti di forza della casa del Topo, in particolare si distinguono gli abitanti del mondo di Felix Aggiustatutto, mentre in termini di ambienti si alterna sempre un gioco di rapporti di complementarietà a uno più emozionale. Anche in questo caso si sono mantenuti su uno stile iper classico, vedi il Cappellaio Matto Re Candito.

Al di là di tutto il citazionismo videoludico, su cui è costruito l'intero film (e che permette a ogni spettatore, dal più colto in materia al più ignorante, di cogliere omaggi su più livelli, da quelli più espliciti a quelli più nascosti), Ralph è una visione godibilissima, adatta ai più grandicelli, che possono vedere sul grande schermo gli eroi della loro infanzia da bar, e ai più piccoli, quelli che un domani guarderanno ai vari Hero's Duty e Sugar Rush come a videogiochi vintage. Ecco, forse, al di là di qualsiasi aspetto tecnico sulla storia, sulla sceneggiatura o sulla regia (pulita e lineare), Ralph Spaccatutto ha l'enorme pregio di riunire sotto lo stesso cielo i nostalgici di ieri e gli ottimisti di domani: quarantenni e trentenni che hanno infilato centinaia di dozzine di cinquecento lire nell'apposita feritoia, e ragazzini che di quei bar fumosi e puzzolenti che per dei pomeriggi interi si trasformavano in universi colorati e rumorosi, non sapranno mai nulla.
Insomma, pur senza tanti tecnicismi o chissà quali invenzioni narrative, la Disney ha messo in piedi un film lucido e genuinamente emozionante.




E di Paperman, quel cortometraggio che precede Ralph, cosa vogliamo dire?
Non diciamo proprio nulla, che al cinema dove sono stato prima del film hanno dato solo delle pubblicità di banche e assicurazioni. 
E quindi adesso me lo scarico aumm aumm e vafancù.

2 commenti:

Ammaccabanane ha detto...

.. almeno non hai beccato la pubblicità dell'autoconcessionaria, e quella dannatissima pubblicità progresso ' la pirateria è come rubare blablabla '.

Tom ha detto...

Ah! Dannate pubblicità regresso! ;)