mercoledì 19 dicembre 2012

Fistful of Steel

Del nuovo trailer di Superman: Man of Steel ne hanno già parlato un po' tutti, ma dato che come sempre sono l'ultimo degli stronzi un ritardatario, spendiamo due parole anche qua.

Dunque, prima vediamolo:





Visto? Ok, allora procediamo.
Devo ammettere che questo trailer, così come il primo che era uscito mesi fa, è parecchio intrigante, ti fa salire la giusta carica e ti pompa per bene. 
C'è l'epica come in Batman. 
Ci sono le grand suite orchestrali in crescendo Batman,
Ci sono quei colori fintospenti come in Batman... 
Ecco, mi pare che tutto sia un po' troppo come in Batman. 

Considerato che è il buon Nolan a produrlo (e a tenere a freno - almeno spero - quello schizzato di Snyder) non mi pare una grossa sorpresa, ma esattamente come in Batman, quando appare sullo schermo Superman fa subito strano. 
Perché un conto è calare un non-eroe come l'uomo pipistrello in un contesto di realismo, trasformandolo in un paramilitare che si scontra coi terroristi davanti a Wall Street, un altro paio di maniche è inserire in un contesto di questo stampo un alieno con una calzamaglia aderente rossoblù. E non basta dare a quella tuta un rivestimento pseudo tecnologico per raggiungere lo scopo.
Se uno dei problemi del film di Nolan, era proprio l'effetto straniante di un Batman con la voce da cantante grindcore che si scontrava coi toni del narrato, il rischio di ricadere nello stesso meccanismo qua è ancora più forte. Se a questo aggiungiamo anche che - per quel che si vede dal trailer - hanno fatto anche di Clark Kent un uomo profondamente tormentato e diviso dalla sua doppia natura, in pieno stile Bruce Wayne, ecco che tutta la scimmia post trailer cala terribilmente.
Da una parte capisco che questo processo di omogeneizzazione degli stili sia fatto in previsione di un eventuale prossimo film sulla JLA, ma d'altro canto significa anche snaturare i personaggi. Se c'è un personaggio squisitamente pop, ingenuo ma nobilissimo, è proprio Superman: colori desaturati, espressione crucciata e barba di un mese non sono esattamente tipici del character che probabilmente ancora paga l'onda lunga dell'effetto Smallville che ha contagiato, in ambito telefilmico, anche Freccia Verde/Green Arrow. Anche in questo caso è stato applicato al personaggio un contorno troppo pretenzioso per un eroe che, nella sua controparte a fumetti, scocca frecce con il guantone da pugile.


Temo proprio che tutto questo prendersi troppo sul serio rischi di togliere il sorriso a Snyder, Nolan e a un monte di altra gente. Specie se, in casa Marvel, una delle armi vincenti ad aver determinato il successo del film degli Avengers è stata proprio la componente ironica. 


Oh, poi sicuramente meglio così che l'ultimo Superman di Singer con quel manichino di Brandon Routh.

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