Dov’eravamo rimasti?
Ah sì, il libro è ormai
giunto alla chiusura degli interni da parte del disegnatore e del colorista.
Questo per me vuol dire solo una cosa: passare a quella scomoda e antipatica
fase di lavoro chiamata “giri di correzione”.
Francamente sono sempre un
po’ a disagio nel dover mettere mano a lavori altrui, anche e soprattutto
perché in genere chi disegna ha molta più esperienza di me: ma avendo a che far
quotidianamente con gli stessi characters mi permette di avere una conoscenza
degli stessi ben radicata e vedere anche le piccole imperfezioni del caso.
Nel caso di Luca le mie
correzioni (che brutta parola) sulle immagini sono state piuttosto limitate, ma
non avevo grossi dubbi a riguardo: per quello che riguarda la composizione
dell’immagine, l’inquadratura scelta in genere lascio piena libertà al
disegnatore, nella maggior parte dei casi i miei interventi si concentrano più
sui personaggi.
Geronimo Stilton, in
particolare, è un personaggio difficile da rappresentare: la caratteristica
forma a pera del muso ha creato – e crea - parecchie grane a più di un
disegnatore.
Ma come si dice in questi
casi, practice makes perfect.
Per quello che riguarda la
parte di competenza di Daniele, cioè il colore, devo ammettere di trovarmi di
fronte sempre a dei lavori molto curati ed equilibrati: ciò non toglie che
anche in questo caso qualche piccola limatura va data, fosse anche solo
un’ombra aggiunta (o tolta) o qualche piccola variazione dei toni.
Correzioni e modifiche
apportate e immagini interne approvate, non resta che affinare anche la parte
grafica.
Questo vuol dire per me
lavorare fianco a fianco con il grafico (o in questo caso la grafica) per
andare a costruire tutti gli elementi decorativi, la scelta delle font, le
pagine redazionali, ecc.. che andranno ad aggiungere altri mattoni alla costruzione
del libro.
Si tratta di un lavoro molto spesso sottovalutato ma che va
seguito nel dettaglio, specie se – come in questa circostanza – si punta a
qualcosa a metà strada tra l’illustrato e il grafico: si tratta di dare coerenza
e uniformità all’intero progetto, far sentire il libro come un oggetto “fluido”
in cui grafica, illustrazioni e testo vadano di pari passo senza che uno
prevarichi sull’altro. È anche per questo motivo che ho chiesto a Luca di
risolvere le immagini chiudendole graficamente con scontorni, attorno a cui il
testo è libero di circolare, guadagnandone così in ariosità, leggibilità e
pulizia della pagina.
Tutto fatto, tutti felici?
Nemmeno per idea.
Mancano le modifiche da
pronto soccorso, quelle dell’ultim’ora, quelle di cui ci si accorge solitamente
a due ore dalla stampa, tipo eliminare tre personaggi da un divano in
un’immagine a pagina intera.
Insomma, tra un sacramento
e l’altro, in qualche modo il
libro è finito e si possono chiudere i pdf da mandare allo stampatore.
Non resta che attendere il
risultato finale.
Poco più di un mese più
tardi la copia staffetta è nelle mie mani e da oggi arriva anche in libreria.
| Tutte le immagini sono degli aventi diritto. |
Il risultato – a
prescindere dai gusti personali – è esattamente quello che mi aspettavo io, quello che
avevo in mente fin dall'inizio e quelloche soddisfa anche la casa editrice.
Sono questi i momenti che
sono contento perché so di aver fatto un buon lavoro.
Sono state fatte delle
scelte che non ho condiviso?
Ben più di una.
È un progetto esente da
difetti?
Nient’affatto.
Quanto è ancora
migliorabile in previsione futura?
Parecchio.
Ma quel che conta è che le
basi per il futuro sono ben piantate.
Ora basta bullarsi come
tamarri da discoteca dei primi anni duemila tirarsi pacche sulle spalle, che è
un attimo: salta fuori la cocaina, poi ci si mette nudi, tacchi a spillo, la
polaroid…
Forza, sotto con il
lavoro, il terzo volume della serie è alle porte.
2 commenti:
Qui ci sta un bel #gullack!
E anche un bel "il binness è il binness"! :D
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