venerdì 12 ottobre 2012

La Nobile Arte


Ripensandoci bene, io, un tizio con quelle caratteristiche, lo conosco già.
Le nostre strade si sono incrociate parecchio negli anni, a cominciare da quella rivista per bambini che avevano un conto bancario. In mezzo a tanti fumetti dalla qualità discutibile, in quella rivista ce n’era uno molto più avanti degli altri: era Super Pro scritto da Daniele Mocci e disegnato da Luca.
Tempo dopo ci siamo rivisti a un Corso di disegno Stilton, io in qualità di passacarte, lui in quello di “allievo” (mi si perdoni il termine) e anche se all’epoca poi non si concretizzò nulla, so che Luca ha continuato a collaborare in maniera tangenziale a Piemme tramite l’agenzia di service Red Whale.
Nel corso degli anni con Luca ci si è incrociati spesso a qualche fiera o a qualche altro evento, ma si trattava per lo più di chiacchiere di cortesia. Tutte le volte gli dicevo che mi sarebbe piaciuto collaborare insieme se ce ne fosse stata l’occasione: ero praticamente convinto che Luca pensava che lo dicessi tanto per, e devo ammettere che cominciavo a crederlo anche io.
Almeno fino al momento in cui quella famosa occasione non si è presentata.

Come sempre, le immagini sono degli aventi diritto.








Luca è la persona giusta per quello che ho in mente: conosce la materia supereroi comici (dal già citato Super Pro al recentissimo Normalman) e conosce anche l’universo di Stilton.

Se sul disegno il cambio di rotta è drastico, non voglio però che lo sia altrettanto sul colore: per questo motivo decido di affidarmi nuovamente a Daniele Verzini, colorista della prima serie (e di un monte di altri libri). Daniele è uno fuori dalla scala dei coloristi “normali”, al di là di qualsiasi aspetto tecnico e conoscenza del colore, possiede una dote più unica che rara. Una sensibilità cromatica posata e armonica. A questo aggiunge pacchi di stile e trovate davvero brillanti.

Questa combinazione di disegno e colore porta esattamente a quello che mi ero posto come obiettivo: una linea dinamica ma classica, dal gusto fresco ed esplosivo.

Una volta approvata la direzione intrapresa da questo stile dalla casa editrice si comincia con le primi immagini promozionali, cartelloni da libreria e copertina. Tutte cose che per paradosso vanno preparate con largo anticipo rispetto alle immagini stesse del libro.

In ogni caso, superate più o meno agilmente le prime fasi del lavoro, nel giro di tre mesi circa il libro va completato: matita, china e colore.
Questo vuol dire impostare un calendario di base che prevede una scadenza per le matite e una per il colore. Le chine sono realizzate – sempre da Daniele – in digitale, usando almeno in parte l’uso di vettori e tracciati. La lavorazione migliore, soprattutto con questo tipo di tempistiche, è quella “a pettine”. Sbloccate una parte di matite – da parte mia a livello di disegno e da parte dell’editor per quel che riguarda il riscontro con il testo – il colorista può già cominciare il suo lavoro. Così matite e colori possono andare avanti in maniera autonoma.

Insomma, dopo tre mesi di produzione si direbbe che il libro stia finalmente cominciando a prendere forma...

Nessun commento: