Ripensandoci bene, io, un tizio con quelle caratteristiche, lo conosco già.
È Luca Usai.
Le nostre strade si sono
incrociate parecchio negli anni, a cominciare da quella rivista per bambini che
avevano un conto bancario. In mezzo a tanti fumetti dalla qualità discutibile,
in quella rivista ce n’era uno molto più avanti degli altri: era Super Pro scritto
da Daniele Mocci e disegnato da Luca.
Tempo dopo ci siamo
rivisti a un Corso di disegno Stilton, io in qualità di passacarte, lui in
quello di “allievo” (mi si perdoni il termine) e anche se all’epoca poi non si
concretizzò nulla, so che Luca ha continuato a collaborare in maniera
tangenziale a Piemme tramite l’agenzia di service Red Whale.
Nel corso degli anni con
Luca ci si è incrociati spesso a qualche fiera o a qualche altro evento, ma si
trattava per lo più di chiacchiere di cortesia. Tutte le volte gli dicevo che
mi sarebbe piaciuto collaborare insieme se ce ne fosse stata l’occasione: ero
praticamente convinto che Luca pensava che lo dicessi tanto per, e devo
ammettere che cominciavo a crederlo anche io.
Almeno fino al momento in
cui quella famosa occasione non si è presentata.
| Come sempre, le immagini sono degli aventi diritto. |
Luca è la persona giusta
per quello che ho in mente: conosce la materia supereroi comici (dal già citato
Super Pro al recentissimo Normalman) e conosce anche l’universo di Stilton.
Se sul disegno il cambio
di rotta è drastico, non voglio però che lo sia altrettanto sul colore: per
questo motivo decido di affidarmi nuovamente a Daniele Verzini, colorista della
prima serie (e di un monte di altri libri). Daniele è uno fuori dalla scala dei
coloristi “normali”, al di là di qualsiasi aspetto tecnico e conoscenza del
colore, possiede una dote più unica che rara. Una sensibilità cromatica posata
e armonica. A questo aggiunge pacchi di stile e trovate davvero brillanti.
Questa combinazione di
disegno e colore porta esattamente a quello che mi ero posto come obiettivo:
una linea dinamica ma classica, dal gusto fresco ed esplosivo.
Una volta approvata la
direzione intrapresa da questo stile dalla casa editrice si comincia con le primi
immagini promozionali, cartelloni da libreria e copertina. Tutte cose che per
paradosso vanno preparate con largo anticipo rispetto alle immagini stesse del
libro.
In ogni caso, superate più
o meno agilmente le prime fasi del lavoro, nel giro di tre mesi circa il libro
va completato: matita, china e colore.
Questo vuol dire impostare
un calendario di base che prevede una scadenza per le matite e una per il
colore. Le chine sono realizzate – sempre da Daniele – in digitale, usando
almeno in parte l’uso di vettori e tracciati. La lavorazione migliore,
soprattutto con questo tipo di tempistiche, è quella “a pettine”. Sbloccate una
parte di matite – da parte mia a livello di disegno e da parte dell’editor per
quel che riguarda il riscontro con il testo – il colorista può già cominciare
il suo lavoro. Così matite e colori possono andare avanti in maniera autonoma.
Insomma, dopo tre mesi di
produzione si direbbe che il libro stia finalmente cominciando a prendere forma...
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