È il 2008 e la Piemme e il
mondo di Geronimo Stilton sono come l’universo: in continua espansione. Il
mondo del direttore dell’Eco del Roditore si sta allargando e uno dei suoi
personaggi spalla più accattivanti, Ficcanaso Squitt, diventa il protagonista
di una nuova serie spin-off.
Nasce quindi il progetto
dei Supereroi in cui il summenzionato Squitt si ritrova suo malgrado supereroe,
un incrocio tra Ralph Supermaxieroe e Paperinik.
Gli studi grafici, così
come la responsabilità dell’intero progetto, viene affidata a Flavio Ferron.
Disegnatore, mamma, maestro, amico, illustratore, padre confessore e persona a
cui devo molto di più di quello che non riuscirò mai a esprimere a parole.
Flavio, anche lui a tempo
pieno in Piemme, è coadiuvato alle matite da Giuseppe Facciotto e in seconda
battuta al colore da Daniele Verzini.
Da lì a un anno circa la
serie è avviata e comincia la sua avventura in libreria.
| Immagine di proprietà degli aventi diritto. |
Il segno distintivo della
serie – in un gesto di totale rottura rispetto all’intera produzione
stiltoniana – è la spigolosità dei personaggi: linee squadrate, tratto
perimetrale spesso creato con tracciati e vettori, background senza tratto, in pieno stile
Cartoon Network. Anche le pose, dinamiche ed esasperate, e le inquadrature,
forzate e cinematografiche, rendono questo uno dei prodotti – a mio avviso –
più interessanti e originali del panorama librario italiano.
Facciamo però che vi guardate questo booktrailer, che vi chiarirà le idee più di quanto non possa fare io.
Beppe, non mi stancherò
mai di dirlo, è uno dei disegnatori più bravi che abbiamo in Italia: compone le
immagini con una cura e un’attenzione maniacale, ti fa venir voglia di
asportargli le mani e fartele impiantare.
Due anni e mezzo e undici
numeri pubblicati più tardi, la collana s’interrompe.
Tra le tante motivazioni
alla base della chiusura anche quella di riportare il segno dell’illustrazione
a dei canoni più “classici”, se vogliamo più “normali”, o quantomeno in linea
con il resto del catalogo.
È il 2011 e dopo mille
incertezze e rimaneggiamenti salta fuori un soggetto di base (scritto
originariamente da me, ma ampiamente rimpastato in corso d’opera) per il primo
libro e un’impostazione di massima del nuovo corso.
Così ora Ficcanaso Squitt
diventa la spalla di Geronimo, anzi, di SuperGer.
A livello grafico questa
nuova incarnazione del roditore più famoso dell’Isola dei Topi, avrà bisogno di
un “cambiamento che non sia un cambiamento”, “uno stile classico, ma nuovo”.
“Okay, tutto chiaro”,
rispondo.
“Che minchia vuol dire?”,
penso tra me e me.
Sono un tipo tranquillo,
che parla poco e pensa anche meno.
Ma c’è di buono che ho le
idee chiare e in sei anni mi sono fatto più o meno un’idea di cosa si aspetta
la casa editrice quando parla di “classico ma nuovo”.
Nella mia filosofia
personale questo significa creare un prodotto che soddisfi l’azienda ma che
allo stesso tempo soddisfi me per primo.
Capisco quindi che quello
di cui ho bisogno in questo momento è un disegnatore al di fuori della cerchia
dei nostri abituali collaboratori, ma che sia allo stesso tempo affidabile,
professionale e che conosca almeno un pizzico il character con cui dovrà
misurarsi.
E ora dove diavolo lo
trovo un tizio con tutte queste caratteristiche?
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