lunedì 8 ottobre 2012

I'm no Superman



È il 2008 e la Piemme e il mondo di Geronimo Stilton sono come l’universo: in continua espansione. Il mondo del direttore dell’Eco del Roditore si sta allargando e uno dei suoi personaggi spalla più accattivanti, Ficcanaso Squitt, diventa il protagonista di una nuova serie spin-off.
Nasce quindi il progetto dei Supereroi in cui il summenzionato Squitt si ritrova suo malgrado supereroe, un incrocio tra Ralph Supermaxieroe e Paperinik.
Gli studi grafici, così come la responsabilità dell’intero progetto, viene affidata a Flavio Ferron. Disegnatore, mamma, maestro, amico, illustratore, padre confessore e persona a cui devo molto di più di quello che non riuscirò mai a esprimere a parole.
Flavio, anche lui a tempo pieno in Piemme, è coadiuvato alle matite da Giuseppe Facciotto e in seconda battuta al colore da Daniele Verzini.
Da lì a un anno circa la serie è avviata e comincia la sua avventura in libreria.


Immagine di proprietà degli aventi diritto.




Il segno distintivo della serie – in un gesto di totale rottura rispetto all’intera produzione stiltoniana – è la spigolosità dei personaggi: linee squadrate, tratto perimetrale spesso creato con tracciati e vettori, background senza tratto, in pieno stile Cartoon Network. Anche le pose, dinamiche ed esasperate, e le inquadrature, forzate e cinematografiche, rendono questo uno dei prodotti – a mio avviso – più interessanti e originali del panorama librario italiano. 
Facciamo però che vi guardate questo booktrailer, che vi chiarirà le idee più di quanto non possa fare io.


Beppe, non mi stancherò mai di dirlo, è uno dei disegnatori più bravi che abbiamo in Italia: compone le immagini con una cura e un’attenzione maniacale, ti fa venir voglia di asportargli le mani e fartele impiantare.

Due anni e mezzo e undici numeri pubblicati più tardi, la collana s’interrompe.
Tra le tante motivazioni alla base della chiusura anche quella di riportare il segno dell’illustrazione a dei canoni più “classici”, se vogliamo più “normali”, o quantomeno in linea con il resto del catalogo.

È il 2011 e dopo mille incertezze e rimaneggiamenti salta fuori un soggetto di base (scritto originariamente da me, ma ampiamente rimpastato in corso d’opera) per il primo libro e un’impostazione di massima del nuovo corso.
Così ora Ficcanaso Squitt diventa la spalla di Geronimo, anzi, di SuperGer.

A livello grafico questa nuova incarnazione del roditore più famoso dell’Isola dei Topi, avrà bisogno di un “cambiamento che non sia un cambiamento”, “uno stile classico, ma nuovo”.
“Okay, tutto chiaro”, rispondo.
“Che minchia vuol dire?”, penso tra me e me.

Sono un tipo tranquillo, che parla poco e pensa anche meno.
Ma c’è di buono che ho le idee chiare e in sei anni mi sono fatto più o meno un’idea di cosa si aspetta la casa editrice quando parla di “classico ma nuovo”.
Nella mia filosofia personale questo significa creare un prodotto che soddisfi l’azienda ma che allo stesso tempo soddisfi me per primo.

Capisco quindi che quello di cui ho bisogno in questo momento è un disegnatore al di fuori della cerchia dei nostri abituali collaboratori, ma che sia allo stesso tempo affidabile, professionale e che conosca almeno un pizzico il character con cui dovrà misurarsi.

E ora dove diavolo lo trovo un tizio con tutte queste caratteristiche?

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