giovedì 4 ottobre 2012

Hard to explain


Ho provato spesso a spiegare ai miei amici il lavoro che faccio.
Dice “art-director”.
Sì, ma in pratica che vuol dire?
Eccheminchianesoio È complicato da spiegare, dico io, solitamente.
Quelle poche volte poi, che mi ci sono messo d’impegno ho visto di fronte a me casi di morte cerebrale, combustione spontanea e occhi bianchi ripieni di droga.

Ora. Proviamo dalla tastiera di un computer ad analizzare meglio la situazione.

La scusa di questa serie di post mi è data dall’arrivo nelle mie mani, pochi giorni fa, di una copia staffetta di quello che, a conti fatti, è il progetto che ho seguito con maggiore completezza, autorità e libertà di scelte.

Tutte le immagini sono di proprietà degli aventi diritto, ecc. ecc.







Facciamo un passo indietro.

È il 2006 e alla redazione di Geronimo Stilton hanno bisogno di un assistente per l’assistente dell’art director: ho appena compiuto 24 anni, sono uscito da un anno e mezzo circa dalla Scuola del Fumetto, al mio attivo ho diverse collaborazioni con riviste di enigmistica per bambini, una serie di strip per una rivista umoristica per ragazzini che sottoscrivono un certo tipo di conto bancario, e una start-up per una serie a fumetti per la DeAgostini (che poi non è proseguita, e in una certa misura, anche per colpa mia). Insomma, in qualche modo ho un certo numero di caratteristiche giuste.
Sono uno sceneggiatore alle prime armi, il lavoro scarseggia e il conto langue, per cui accetto di lavorare come assistente dell’assistente.
Mi dico che è un contratto di soli sei mesi e potrà essere solo dell’esperienza positiva.

È il 2012 e i sei mesi sono diventati sei anni e da assistente dell’assistente sono diventato l’art-director di almeno un paio di testate della linea Stilton.
E ora veniamo al bello: cosa vuol dire essere l’art director di una collana di un libro Stilton?

Diversi mesi fa mi è stato chiesto di prendere in carico un progetto nuovo, una nuova collana. O meglio un restyling di un progetto già esistente.
Il progetto in questione è quello dei Supereroi - serie di cui peraltro ho scritto gli ultimi tre numeri.
Per ragioni che non è necessario specificare in questa sede, il progetto è andato a morire: ma l’idea di una serie sui supereroi è rimasta in piedi.
Cambiano così i personaggi, o almeno una parte di essi, sostituiti da altri character di pari valenza.
Cambia il formato.
Cambia il prezzo.
Cambia il taglio del racconto.

Insomma una volta definito a tavolino come sarà questa nuova testata va definita anche la parte visiva, e - parlando di un libro illustrato – non è certo poca cosa.
Questo è grossomodo il momento in cui inizia il compito dell’art director.

Cominciamo ad approfondire l'argomento nel prossimo post.

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