giovedì 4 ottobre 2012

Ci sono cose che non capisco

Allora, ci mettiamo una ragazza dai capelli rossi, giovane e moderna quanto basta.
Un tizio extra-comunitario ma abbastanza integrato che fa sempre politically correct.
Poi ci mettiamo un altro tipo con un nome fuori dal comune.
E sullo sfondo... sullo sfondo, sì: un bel call center, così andiamo sul sicuro.
C'è il disagio sociale, la crisi, il precariato, gli amori sospesi, i giovani che scappano dall'Italia.

Davvero si può essere più stereotipati di così?


Non so a voi, ma a me questi fumetti finto-autoriali, finto-intellettuali, finto-alternativi stanno proprio sul cazzo.

In Italia c'è ancora questo bisogno disperato di sottoprodotti paracul...turali per avvicinare gli italiani al mondo del fumetto?
Quando capiremo che travestire il fumetto da graphic novel socialmente impegnato, non è sinonimo di qualità o cultura? 
Ma che al contrario questo camuffamento non fa che mortificarlo e basta?
Quanto tempo dovrà passare prima che ci si accorga che un fumetto popolare - perché in America questo è - come Walking Dead è molto più intimistico e metaforico che non robetta come questa?

Che poi, oh, Andrea Bruno è pure bravo - e parecchio - in quello che fa.


Ma il cantante pseudo alternativo che ora scrive pure i fumetti, questo no.


Vasco Brondi sei l'ennesimo paio di braccia rubate all'agricoltura in un'Italia che di manodopera ne avrebbe ben bisogno.

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