giovedì 27 settembre 2012

You're so fucking special, I wish I was special


Il 90% dei libri impilati sulle mie librerie li ho acquistati in base al mio primo criterio d’acquisto.
La copertina.
D’impatto, se una copertina mi piace – e la trama del libro è nelle mie corde – lo porto a casa con me. È un concetto vagamente snob, me ne rendo conto, ma che vuoi farci.
E spesso a tante belle copertine non sono corrisposte altrettante belle storie. Viceversa, ci sono anche libri bellissimi con delle copertine orrende, tipo quella in cui Totti a torso nudo e con gli occhiali a specchio ti punta contro una pistola.

Oggi però mi piacerebbe puntare l’accento sulla collana degli Special Books della ISBN Edizioni.
Non li scopro certo io, oggi, tant’è che l’anno scorso Alice Beniero – art director del progetto – ha vinto agli European Design Awards il premio Gold Award Book Cover.

Gli studi grafici che accompagnano questo progetto, sono sempre altamente curati: si vede come ogni elemento, dal più importante al più piccolo, siano frutto di scelte ponderate. Font, interlinea, pesi, qualità e grammatura della carta: è tutto calibrato al dettaglio per essere al tempo stesso immediato e comunicativo.

















Ma se sulla creatività di Alice si potrebbero spendere altri milioni di bellissime parole, si dovrebbero, anzi si devono, spendere altrettante belle parole per la casa editrice che ha deciso di scommettere su un progetto grafico di rottura come questo.
Un progetto raffinato e davvero fuori dagli schemi all’interno dell’asftittico panorama editoriale italiano.

Lavorando anch’io in una casa editrice, posso dire di conoscere sufficientemente bene i meccanismi che portano alla costruzione di una copertina. E con la stessa sicurezza posso dire di sapere quanto poco ci sia la voglia di rischiare – soprattutto negli ultimi due anni – e di percorrere invece vie più conservative. Mi è capitato spesso e volentieri di vedere tarpare le ali della creatività, di vedere copertine sacrificate sull’altare della banalità, per aver la certezza di vendere quella copia in più, che fa sempre numero.


 

Il coraggio delle case editrici - merce rara di questi tempi - va sempre premiato e credo che in questo caso la ISBN Edizioni stia raccogliendo i frutti di questa scommessa. Fermo restando, naturalmente - ma qua entro nei territori dell’ovvio -, che la qualità delle storie è molto alta.
Se di Player One ne avevo già parlato a queste coordinate, potrei dire altrettanto bene de I Corpi Freddi e di Skippy muore (due gioiellini) ma anche dell’atipico thriller Toxic o del surreale Buon Compleanno, Malcom.

L’ultimo arrivato in casa invece è Il Mulo, un’altra ottima lettura che corre lungo le strade dell’America, da Sacramento a Tallahassee con un grosso peso di marijuana stipato nel bagagliaio dell’auto.


Al prossimo giro in libreria, so già che ad aspettarmi troverò questo titolo qua.


E a giudicare dalla copertina, direi che mi tocca già fare uno spazietto tra le librerie di casa. 

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