giovedì 20 settembre 2012

The Courage of Others




Leviamoci subito da ogni impiccio: è un bel film.
Ma è un bel film… Disney.
Se di nome fai Pixar, però non ti può accontentare di essere un bel film Disney.
Attenti però, con bel-film-Disney non intendo dare un’accezione negativa all’opera: Brave è una storia ultra-classica dai valori morali ben dichiarati già dal principio che porta a termine il suo compito nel miglior modo possibile.
E mi sta benissimo, il target di riferimento è centrato in pieno. Le bambine di sette anni usciranno folgorate da questa visione.
Il problema siamo noi trentenni di oggi.
Ci siamo abituati a prodotti come Monsters&Co., Ratatouille, Gli Incredibili, Wall-E, Up, Toy Story, pellicole che parlano tanto ai bambini quanto a noi e ai nostri ricordi d’infanzia. Speravamo di uscire dalla sala esaltati come bambini ancora una volta, ma ne siamo rimasti delusi, come se ci avessero derubato qualcosa.
Con Brave (ma anche con i due film di Cars) la Pixar ritorna al classico, che più classico non si può.
Fermo restando questa premessa, il comparto tecnico resta di livello assoluto. Di gran lunga superiore a qualsiasi altro studio di animazione, Dreamworks in testa.
A deludere – a prescindere dal tipo di storia che hanno deciso di raccontare – è lo script alla base del film un livello di sceneggiatura e dialogo che rispetto alle ultime produzioni si è notevolmente abbassato (che poi la storia di un parente che diventa orso non l’avevamo già vista?). L’occhio della regia – che è passato in corsa da Brenda Chapman a Mark Andrews – è giocato più sulla tecnica, impeccabile, che non sull’emotività, al punto da risultare abbastanza freddo, quasi asettico.
Divertenti invece le due citazioni nei tre clan rivali: Macintosh, per ovvi motivi, MacGuffin, in onore del McGuffin di hitchcockiana memoria.
La sensazione è che anche la Pixar abbia perso il ritmo, ma soprattutto le idee, considerato che negli ultimi due anni hanno prodotto due seguiti (il terzo capitolo di Toy Story e il secondo di Cars) e che un ulteriore sequel è previsto per l’anno prossimo, Monsters University (che attendo trepidante come un bambino la notte di natale).

Purtroppo la maledizione di essere grandi è questa.
Quella di venire bersagliati anche quando si fa un lavoro superiore alla media.
Dalla Pixar ci si aspetta sempre un’evoluzione rispetto all’anno precedente, ma superare perle come i già citati Ratatouille o Up è davvero difficile.
Dopotutto non ci è riesce nemmeno Miyazaki che è un grandissimo e che gli voglio un sacco di bene, ma che ammettiamolo: con ‘ste storie di ragazzine amiche di animali buffi e del rapporto uomo-natura/natura-uomo ci ha sfracassato i maroni.

Insomma ho come la sensazione che la nuova Pixar sia la vecchia Disney, soprattutto se ne escono con una roba da far scoppiare il cervello come questa.


4 commenti:

MrJamesFord ha detto...

A parte che Ralph spaccatutto pare una ficata, a parte che Brave - pur non essendo certo Monsters - è una ficata, La luna è una meraviglia davvero.

Tom ha detto...

No, ma infatti Brave non è affatto brutto in senso generale. Diciamo che è mediocre in scala Pixar.
Che, oh, avercene di scale di paragone come la Pixar!

Francesco ThePusher Castelli ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Francesco ThePusher Castelli ha detto...

Io dico che questa voglia di migliorare ogni volta e' diventata la moda in America, in Dreamworks e Bluesky ma anche in Sony Imageworks l'atteggiamento e' lo stesso. Tutti loro hanno come riferimento i vecchi maestri Disney come Milt Kahl, Frank adn Ollie, Mark Davis and Co.

La Disney invece, dando per scontato che fosse the best forever, si era un po' lasciata andare sulle altevie (come dimenticare Michael Eisner che era riuscito a mandar via anche Roy, nipote di Walt, sostenendo che gli storyboard fossero quasi tempo sprecato). Pero' ho avuto la fortuna di parlare con Cris Williams, regista di Bolt, e altri animatori. I quali, decantando John Lasseter, dichiarano che la Disney si sta riprendendo qualitativamente. E in effetti si vede: sinceramente e' una bella guerra e noi siamo fortunati a esserci in mezzo!