giovedì 13 settembre 2012

Here in the dark I cherish the moonlight...


Prima di approfondire il tema di Brave (mi rifiuto di chiamarlo con il pezzentissimo titolo italiano), di cui magari se ne parla nei prossimi giorni, mi voglio soffermare sul corto che ha preceduto il film.
La luna, scritto e diretto da Enrico Casarosa.
Da queste parti Enrico gode di una stima sconfinata già da qualche anno ed è stata una piacevole scoperta che ci fosse lui dietro a questo cortometraggio.
Sei minuti di pura poesia in pieno stile Pixar: una storia piena di trovate brillanti ma allo stesso tempo fragile e delicata. Una storia che cammina in punta di piedi, di quelle si portando dietro un carico pieno di malinconia. Simile per atmosfere al Piccolo Principe (che io francamente ho sempre digerito fino a un certo punto e poi basta con questa faccenda dell’essenziale eccetera eccetera), questo corto affascina e meraviglia raccontando una storia che intreccia tre generazioni (figlio-padre-nonno) a cui fa da cornice una luna tanto triste nei suoi silenzi quanto giocosa e sorprendente nei suoi rumori.
Una luna aggrappata a un’ancora che se non stai attento, scappa via.
Una luna sospesa in quello spazio là, tra sogni e ricordi, che ogni tanto vai a spolverare, lucidare, sperando che restino con te per qualche altro tempo ancora.