mercoledì 26 settembre 2012

Bestie

I critici musicali si sbrodoleranno per un disco così.
I siti musicali si sbrodoleranno per un disco così.
Gli alternativi si sbrodoleranno per un disco così.
La gente su Facebook si sbrodolerà per un disco così.


La verità è che il secondo album dei Criminal Jokers, è di gran lunga inferiore al suo predecessore.
Per qualità di produzione, arrangiamenti e tecnica è indubbiamente meglio, ma tutto ciò che guadagna in raffinatezza, lo perde in grinta e istinto.

Bestie è un disco ambizioso, forse troppo, che per l’appunto farà sbrodolare gli esperti: i testi – ora in italiano (scelta discutibile, considerato quanto invece funzionavano in inglese) – sembrano scritti ad hoc per il premio Tenco e le sonorità sono diventate molto più simili a Zen Circus e Pan del Diavolo (ma anche gli ultimi Verdena). Per carità è pure normale, visto che con Zen Circus e Pan del Diavolo ci hanno diviso il palco negli ultimi tre anni (ed è sempre meglio prendere spunto da loro che da Gigi D'Alessio), ma francamente questo disco mi sa di qualcosa che ho già sentito. 
Non brutto o suonato male.
Semplicemente niente di nuovo.
Tutto il contrario di This was supposed the future, che rappresentava – e rappresenta ancora – una ventata di novità.

Per altro sono il solo a trovare insopportabile il modo in cui il cantante arrota, allunga e distorce le vocali? Ecco, tipo.

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