mercoledì 4 luglio 2012

We are all Innocents

Jeff Lemire è un autore atipico per una collana come la Vertigo. A differenza dei vari Ennis, Azzarello, Aaron, Wood e compagnia bella, non riempie i suoi fumetti di ultra violenza, sangue, parolacce, tette, denaro, potere, corruzione e infine altre tette. Si tratta di un autore più intimista, con una sensibilità diversa nel tipo di narrazione: e deve essere proprio stata questa sua atipicità ad aver convinto Karen Berger, direttrice esecutiva dell’etichetta per “lettori maturi” di mamma DC che Jeff era l’uomo giusto al momento giusto.


Infatti nel 2009 Lemire ha debuttato Sweet Tooth serie di cui si occupa sia dei testi che dei disegni. A distanza di tre anni arriva oggi in Italia, pubblicata da RW Edizioni, la casa editrice che ha preso in consegna tutte le pubblicazioni che fino a poco meno di un anno fa erano edite da Planeta DeAgostini.
L'America è stata piagata da una malattia non meglio precisata definita come Afflizione che ha ucciso milioni di persone. Da quel tragico evento le uniche nuove nascite, hanno dato alla luce una nuova razza di ibridi, per metà uomini e per metà animali. Come ovviamente si può prevedere questa nuova razza è temuta e odiata dall’uomo che cerca di sterminare e rinchiudere queste giovani creature. Gus, un ragazzino dai tratti somatici del cervo, vive in una casetta isolata nelle profondità della foresta insieme al padre (la madre invece è morta quando era ancora molto piccolo), ma è proprio alla morte del genitore che il ragazzo decide di avventurarsi oltre i limiti della foresta. Braccato da alcuni cacciatori, Gus viene salvato da Jepperd, uomo rude e misterioso, dagli occhi di ghiaccio, freddi e taglienti. I due si mettono in viaggio verso la Riserva, un luogo di accoglienza per i ragazzi come Gus.
Percorrendo uno dei sentieri battuti con maggiore frequenza da serie tv, fumetti e film negli ultimi anni, quello cioè del mondo post-apocalittico sci-fi, Lemire si concentra sul lato più “umano” della vicenda, costruendo attorno ai personaggi e al loro rapporto l’intera storia. Le stesse ambientazioni sono quantomeno “anomale” rispetto ai canoni del genere: non ci sono città deserte, non ci sono fabbriche abbandonate che sputano fumi tossici. Ci sono invece grandi distese naturali, boschi, fiumi: un viaggio attraverso l’America di provincia, quella rurale degli anni ’60.
Uno dei temi forti della serie è la graduale perdita dell’innocenza: il passaggio dall’età adulta, un passaggio molto spesso doloroso e difficile. Il ritmo delle vicende scorre in maniera ben scandita, tra passaggi basati su dialoghi sinceri e diretti e passaggi invece dominati dall’azione.Il grosso delle emozioni  della storia vengono delegate, oltre alle parole naturalmente, alle espressioni dei personaggi: nato come disegnatore underground, Lemire ha un tratto piuttosto grezzo e ma forse non sempre adatto a un fumetto più “mainstream” come questo, soprattutto quando si trova alle prese con le scene d’azione. Al contrario quando si tratta di comunicare emotività attraverso i visi, gli sguardi o anche solo la gestualità del corpo, Lemire dà prova di essere l’unico disegnatore possibile per Sweet Tooth. La dolcezza di Gus è struggente, dolce e amara allo stesso momento. E questa sua condizione è risaltata ancora di più se contrapposta alla durezza di Jepperd, alla sua solitudine, a quel maledetto vuoto che sembra portarsi appresso.
La perdita dell’innocenza per Gus è appena cominciata, per Jepperd invece è solo un vago ricordo: durante questo viaggio chi influenzerà chi?
La risposta ce la darà solamente il tempo.


Una nota a margine per l’edizione italiana. Posso capire che la RW Edizioni sia una casa editrice appena nata e che abbia poca esperienza, ma considerato che hanno acquisito i diritti della DC e della Vertigo, hanno il dovere di rendere giustizia ai loro prodotti con stampe di qualità. Non certo con una carta di scarso valore, una tipografia che spesso e volentieri fa dei pasticci e un lavoro di editing e traduzione distratto e talvolta confuso.
Specie se a fronte di tali punti deboli, ci si ritrova anche con un aumento di prezzo. 

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