martedì 3 luglio 2012

Noize

I My Speaking Shoes spaccano i culi e prendono giù i nomi.


Con l’album Holy Stuff, disponibile sul loro sito in free download, i MMS portano una ventata di novità e freschezza nel panorama rock italiano.
Si parte subito fortissimo con il giro di chitarra del brano che apre il disco, Mushroomhead, per proseguire a briglia sciolta miscelando un rock energico e potente a elementi talvolta tendenti al metal, talvolta alla psichedelia, talvolta a melodie più pop. Quarantotto minuti tiratissimi per dieci tracce suonate con il piede premuto forte sull’acceleratore.
La cosa più straordinaria dei MSS è quella di essermi riusciti a far piacere per la prima volta una voce femminile all’interno di un gruppo rock. Ad eccezione di Kim Gordon (che con i suoi Sonic Youth fa un genere completamente diverso) ho sempre avuto l’impressione che ci sia un distacco troppo netto tra una voce femminile e un certo tipo di sonorità: per intenderci, Skin degli Skunk Anansie è tecnicamente mostruosa, ma la trovo disomogenea con il resto del gruppo: nella stragrande maggioranza dei casi (Distillers, Lacuna Coil, ecc.) a me sembra di sentire una cantante con una band che la segue. Manca insomma quell’alchimia che lega il tutto insieme. Ecco, i MSS hanno questa alchimia: la voce è potente, estesa ma non ridondante, non si perde in inutili gorgheggi stilistici né tantomeno si avventura nei territori della scuola Courtney Love, no. La voce dei MSS ha una sua personalità distinta che s’integra alla perfezione nei suoni distorti delle chitarre, nelle linee di basso (che si distinguono in maniera davvero eccellente), nei furiosi riff di batteria (pregevole l'assolo di Lick my colon). Un album d’esordio compatto, ben suonato e cazzuto al punto giusto che potrebbe trovare un posticino di tutto rispetto nella classifica dei dischi italiani dell’anno.

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