mercoledì 11 luglio 2012

The Man who sold the World


4 Gennaio 1890.
I Lustig sono una buona e rispettata famiglia di un piccolo paesino chiamato Hostinné, Boemia e la nascita del piccolo Victor viene salutata da tutto la cittadina con grande gioia.
Fin dai primi anni scolastici Victor si rivela indubbiamente più brillante e spigliato dei suoi compagni di studi: impara alla svelta, il ragazzo, soprattutto nelle materie linguistiche. Si direbbe che davanti a lui si prospetti un futuro radioso. Questo futuro però sembra tardare ad arrivare, anzi. Spinto dai genitori, che lo vorrebbero vedere in carriera nell’ambito diplomatico, Victor s’iscrive all’università di Praga. I risultati sono ottimi, per non dire straordinari. Ma se il mondo universitario apre così apertamente le braccia al giovane Victor, quell’abbraccio non è ricambiato, tant’è vero che decide di mollare gli studi dopo appena un pugno di esami.
Impiegare il suo genio negli studi non pare divertente tanto quanto impiegarlo sul tavolo verde. Il gioco del poker infatti diventa la specialità di Victor.
Vive così le sue giornate, spennando i polli alle carte.
Ma la fortuna è una ruota, si sa: e la ruota può girare da un momento all’altro.
È così che Lustig si trova coperto di debiti e con un mucchio di creditori alla porta. Quel tipo di creditori che non fanno sconti, che al primo sgarro si prendono la tua vita.
E allora, messo alle strette, Victor che fa?
Usa i suoi ultimi spiccioli per un completo nuovo di zecca, una bella cravatta regimental,un  profumo di marca e un biglietto.
Un biglietto per una nave da crociera.
Dal giorno alla notte sparisce dalla circolazione. Come un mago, uno spirito, un enigma da risolvere.
Da quel momento il mondo di Victor diventa quello delle grandi imbarcazioni di lusso dove gode il frutto delle vincite contro il malcapitato di turno circondandosi, spesso e volentieri, di bellissime donne che impazziscono per quel giovanotto così intelligente e affascinante.
Ehi, Victor, sbaglio o era proprio questa la vita che avevi sempre sognato?
Già, peccato che poi arrivi la guerra. La maledetta guerra sempre in mezzo a tutto.

1914.
Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale pone fine a quella vita agiata spesa su grosse navi di lusso: il mare adesso pullula di sottomarini tedeschi, pronti ad affondare i bastimenti delle imbarcazioni che incontrano sulla loro strada.
Victor però non è un uomo qualunque. 
È intelligente, svelto a pensare e furbo. 
Molto furbo. 
Capisce che dall’Europa è meglio starsene alla larga, almeno per un bel pezzo ancora. Sbarca così nella terra delle grandi opportunità. L’America a quel tempo vede la propria borsa alzarsi senza sosta e nuove imprese di successo nascere quotidianamente.
Victor, lo sappiamo, non è un uomo qualunque.
Così, qualche giorno dopo il suo arrivo in una cittadina del Missouri, mette il suo miglior vestito ed entra in una banca. Impossibile non notare i suoi modi altezzosi e raffinati. Avvicinato pertanto dal direttore della banca, Victor si spaccia per un nobile asburgico caduto in rovina a causa della guerra. Offre perciò dei buoni del tesoro come garanzia per il prestito di cui ha bisogno. Il direttore imbocca con tutte le scarpe e consegna a Victor una valigetta contenente diecimila dollari. Il “nobile asburgico” ringrazia, stringe con gratitudine la mano al direttore della banca ed esce. Solo pochi minuti più tardi un funzionario apre la busta consegnata da Victor: dentro ci sono solo ritagli di giornali.
Per evitare lo scandalo, il direttore della banca decide di non sporgere denuncia alla polizia.


Qualche tempo dopo Victor si trasferisce più a nord, in Canada. Qui, fa rubare da un suo complice il portafoglio del presidente di una banca: è poi lo stesso Victor a inseguire il ladro e a recuperare il portafogli, riconsegnandolo al legittimo proprietario. 
L’uomo si offre perciò di ricompensare il suo salvatore, ma Victor rifiuta seccamente: ciò che conta è guadagnare la fiducia del direttore. 
Quello che Victor ha in mente è qualcosa di diverso. 
Una truffa a lunga termine, una long con.

(fine prima parte)

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