mercoledì 29 febbraio 2012

D'Yer Mak'er

- Hai presente il gatto di Shrödinger? -
- Io… no. Non lo conosco. -
- Male. Avresti dovuto. Ecco, vedi, il gatto di Shrödinger è un esperimento incentrato sulla meccanica quantistica. -
- Non capisco. C-cosa c’entra con tutto questo? -
- Dimmi una cosa. Nella tua vita hai molti rimpianti? Quante volte ti sei chiesto “se avessi fatto così…” oppure “se non fossi andato là…”? -
- Beh, certo, voglio dire, a chi non ne ha? A chi non capita di pensarlo? -
- Io, ad esempio. -
- Cioè, tu sei convinto di aver fatto tutte le scelte migliori? Di aver sempre fatto la cosa giusta? D-davvero? -
- Nient’affatto. Ho sbagliato diverse volte e la mia vita avrebbe potuto prendere milioni di altre direzioni. Mi sarebbe piaciuto provarci con una mia compagna del liceo, si chiama Michelle, ma sono sempre stato troppo timido per farlo… Dio, se era bella! Non ho mai trovato il coraggio nemmeno per avvicinarmi a lei… Oppure quella volta, all’università, quando ho rinunciato a una borsa di studio all’estero. -
- Quindi ammetti di avere anche tu dei rimpianti? -
- No. È qui che entra in gioco il gatto di Shrödinger. Hai davanti a te una scatola: prendi un gatto, un atomo radioattivo, e una lattina di materiale radioattivo. Ora, chiudi la scatola, ok?
- O-ok. -
- L'atomo radioattivo decadrà nel giro di appena un’ora. Al termine di quell’ora scatterà un dispositivo che aprie la lattina di colpo rilasciando i gas tossici. -
- Qu-questo significa che il gatto morirà, giusto? -
- Non lo so. Dimmelo tu. Dal momento dell’apertura della lattina nella scatola è passata un’altra ora. Cosa ti aspetti di trovare, Bobby? -
- Un gatto morto? -
- Forse. O forse no. Le combinazioni possono essere due. L’atomo radioattivo si è disintegrato e il gatto è schiattato. Oppure l’atomo non si è affatto disintegrato e quindi il gatto è ancora vivo. -
- Piazzo 100 dollari sul gatto morto. -
- Risposta sbagliata. Rispondi troppo velocemente: dopotutto non credo che tu abbia molta fretta? -
- … -
- La risposta alla domanda è questa: il gatto non è né vivo, né morto. -
- Non credo di seguirti. -
- Tranquillo. È meccanica quantistica, mica una partita ad Angry Birds. È come... è come se la natura avesse preso le due possibilità e nell’esatto secondo in cui stai per aprire la scatola, ne estrae una a caso ed è quella che tu vedi. -
- In pratica stai dicendo che sarei IO a decidere il destino di quel gatto, che è rimasto in bilico per tutto il tempo precedente, semplicemente osservando dentro la scatola? -
- Ci sei arrivato, finalmente. -
- E cos’ha a che fare tutto questo, con noi? -
- Bobby, Bobby…  cos’è il mondo se non una scatola gigantesca? Per ogni singola scelta, si aprono milioni di probabilità: mi piace pensare che stamattina quando ho scelto una ciambella con la marmellata di lamponi, anziché quella con il triplo cioccolato, si sia aperto un nuovo mondo, una nuova realtà. Una realtà alternativa a questa, in cui magari mi sporco la camicia di cioccolato e mentre torno a casa per cambiarmi, vengo investito da un tir e muoio. Non posso aver rimpianti perché come è successo a quel gatto, a ogni bivio davanti a cui mi sono trovato nella mia vita, mi si è aperta una nuova possibilità: così da qualche parte, in un’altra realtà, mi sono messo insieme a Michelle e abbiamo avuto tre figli. In un’altra realtà ancora sono andato a studiare in Europa e sono diventato un fottuto milionario. Ora capisci? -
- Sarebbe… Sarebbe quindi possibile che in un’altra realtà io e te non saremmo nemmeno qui, in questo momento? -
- Già. -
- Ironico, non è così? -
- Non molto, tutto sommato. Senti, ti lascio un’ultima possibilità di scelta… Chissà quale altra realtà potrebbe nascere. Led Zeppelin o Guns and Roses? -
- Che domande… Led Zeppelin, li ho sempre odiati i Guns. -

 - E Led Zeppelin siano. -


Andy alzò allora al massimo il volume dello stereo e premette il tasto play del telecomando. Le note di D’Yer Mak’er fecero vibrare i mobili e le pareti in un sussulto. Il rumore dello sparo venne inghiottito dalla musica a tutto volume. I silenziatori funzionano solo al cinema, la verità è che fanno un rumore del diavolo, quindi per camuffare al massimo il colpo era necessaria la musica. Erano le tre di notte, ma i vicini erano abituati alle stranezze di Robert Bernhard: si sarebbero svegliati di soprassalto e avrebbero cominciato a battere contro i muri e dopo mezz’ora, quando nessuno avrebbe risposto alle loro proteste, qualcuno avrebbe chiamato la polizia. Nel frattempo Andy avrebbe avuto tutto il tempo di sparire senza essere notato.
Quando un’ora dopo tornò a casa, il viso paffuto di un british shorthair dal pelo blu lo accolse con un miagolio insistito. Sapeva che questo era il suo modo di far sentire il suo stomaco brontolante, così Andy andò in cucina, seguito dall’animale che strusciava la propria coda tra le gambe del padrone in attesa che aprisse l’armadietto in alto a sinistra, ed estrasse due scatolette.

- Allora, Shrödie, cosa vuoi mangiare stasera? Mousse di pollo o trancetti di tonno? -

2 commenti:

i d e a ha detto...

Odio questa parola, ma descrive egregiamente come penso che sia questo post: INTRIPPANTE.

Tom ha detto...

Non importa i d e a... Per noi delle parole conta il significato più che la forma, e per questo ti ringrazio infinitamente.