giovedì 2 febbraio 2012

Dead Man's Party

Non sono mai stato un nerd. O meglio non lo sono mai stato del TUTTO (anche se forse c'è chi potrebbe non essere d’accordo). E comunque adesso “nerd” equivale a dire tipo-fico-che-scatta-belle-foto-in-stile-vintage.
Per farla breve: nei miei quindici anni e per i successivi cinque (e forse qualcosa in più) sono stato quello che in termini tecnici si definisce un babbo di minchia.
Sabati pomeriggio chiusi in casa a giocare a Tomb Raider, o al baretto a giocare a Cadillacs & Dinosaurs, o fare un salto alla Borsa del Fumetto con le monetine rubate al portafoglio della nonna. E poi c’erano sere e festività a guardare film che avevano per protagonisti adolescenti out-sider che finivano per diventare dei veri eroi. E all’epoca il sogno era quello di essere il più fico tra gli sfigati della scuola, il primo fra gli ultimi, poi con il tempo le cose sono cambiate, ma non troppo: mi sono scollato dai videogame per dedicarmi a una cosa che di nerd non ha nulla. I fumetti. Ehm, quasi.
Ma le piccole o grandi ossessioni sono rimaste quelle di sempre, l’amore per quei videogiochi e per quei film è rimasto lo stesso (ricordo ancora, ed ero davvero molto piccolo, il gioco dello sci dell’Intellivision) ed è per questo che per uno della mia generazione, o quella di mio fratello, Player One, edito da ISBN, è stato un colpo al cuore.

Attraverso una storia di cui non voglio svelare nulla (ah, nel caso decidiate di comprare il libro, non leggete il testo di copertina, potresti bruciarvi dei passaggi chiavi), Ernest Cline traccia un racconto epico del mondo pop degli anni ottanta ripescato cinquant’anni più tardi (la storia infatti è ambientata nel futuro) alla morte di James Halliday, il più grande inventore di videogiochi di tutti i tempi. A lui infatti si deve la creazione di OASIS, un gioco di massa online, diventato nel giro di pochi anni un luogo di rifugio per l’intera umanità, che, schiacciata dal peso della crisi economica ed energetica, svolge le sue principali funzioni (scuola, lavoro, svago) attraverso questa realtà virtuale.
Il creatore di OASIS, scomparendo, lascia in eredità il suo patrimonio a chi sarà così abile da trovare il suo personale Easter Egg: infatti sparse per gli svariati mondi di OASIS, dove tra i tanti sono presenti anche fedeli riproduzioni di tutti gli universi cinematografici, letterari e musicali anni ‘80, Halliday ha nascosto tre chiavi. Chi decifrerà gli indizi e aprirà le porte, erediterà l’immensa fortuna lasciata dal magnate. A contendersi il premio milioni di utenti da tutto il mondo, una spietata multinazionale che non si fermerà di fronte a nulla e Wade, un ragazzino che vive in una baraccopoli, costretto a collegarsi alla realtà virtuale dalla carcassa abbandonata di un pulmino.



Player One, diciamolo subito, è una bomba. È un libro che cattura il lettore da subito, ha un’energia formidabile: lo stile di scrittura è fluido, i dialoghi funzionano bene. E malgrado la premessa iniziale, non è un libro “di settore”, adatto cioè, solamente a chi gli anni ottanta li ha visti e vissuti: si tratta di una magnifica avventura senza tempo, che certamente si imbeve di citazioni degli eighties, ma risultando allo stesso momento godibilissimo anche per chi in quegli anni non era nemmeno nato (facciamocene una ragione: dal 1990 sono passati 22 anni. Ora, forza, ripetetelo ad alta voce). Player One è intrattenimento con l'INTRATTENIMENTO maiuscolo: è la risposta della letteratura ai tentativi di Super8 nel cinema e di 1985 nei fumetti di riportare quell’atmosfera ingenua ma avventurosa della penultima decade del secolo passato. Se Super8 infatti non è da considerarsi un esperimento del tutto riuscito, e 1985 risulta fin troppo nostalgico e dedicato alla stretta cerchia di quei bambini che leggevano i fumetti Marvel negli anni ottanta, l’opera di Ernest Cline è perfettamente capace di far rinascere nei trentenni di oggi il sogno mai dimenticato di essere il Marty McFly o il Ferris Bueller della situazione e di infondere lo stesso tipo di sogno nei quindicenni di oggi che proprio in questo libro potrebbero ritrovare la storia che cambierà la loro vita da adolescenti.

3 commenti:

Stargirl ha detto...

che bel post e che bel disegno!!!! ^^

MrJamesFord ha detto...

Bel post davvero!
Mitico Cadillac&Dinosaurs!
Io e mio fratello ci spendevamo fior di quattrini! :)

Tom ha detto...

Grazie a entrambi! ...Quante cinquecento lire consumate su Cadillacs & Dinosaurs!