venerdì 27 gennaio 2012

Che cosa vuoi che scriva? Di cosa vuoi che canti?




La rubrica più seguita da me stesso continua, pertanto sturati gli occhi e apri le orecchie (o forse era il contrario?) e leggi quel che ho da dirti, ché qua potresti trovare altri gruppi del nuovo millennio che vale la pena ascoltare almeno una volta nella vita (e magari anche qualcosina di più).

Partiamo subito forte con gli Offlaga Disco Pax. Se ci fosse qua il mio amico Franz mi direbbe "Ma, Tom, il cantante non canta, recita... recita!" E in effetti non è posso dargli proprio torto... però, anche se non si tratta di un cantante nel senso stretto del termine, il leader di questo gruppo proveniente da Reggio Emilia ha un ottimo gusto nel raccontare delle storie e per farlo si avvale appunto di un non-cantato che si sovrappone a delle sonorità elettroniche pescate direttamente da sintetizzatori tipici degli anni ottanta. Eredi naturali dei CCCP, gli Offlaga Disco Pax ci descrivono la vita della provincia rossa della loro giovinezza, negli anni di piombo, incastrando politica a storie di quotidiana ordinarietà: questa miscela crea delle interessanti sonorità che bilanciano ottimi ritmi dance a momenti di intensità assordante.

Pezzi da ascoltare? Robespierre e Venti Minuti.

Rimaniamo nella zona dell’Emilia per partire alla scoperta dei The Death of Anna Karina, band post-hardcore (qualsiasi cosa diamine significhi) di Correggio… Dopo aver riso alla parola Correggio, ora andiamo avanti, per piacere. Pochi mesi fa è uscito il loro ultimo lavoro, Lacrima/Pantera ed è un lavoro dalla furia devastante: in giro dal 2002, questi cinque ragazzi confezionano oggi la loro migliore produzione. Pur passando a un cantato italiano, i TDOAK, continuano a esprimere tutta la loro potenza e anzi, risultano quantomai efficaci e diretti. A produrli il “solito” Giulio “Ragno” Favero del Teatro degli Orrori, band a cui inevitabilmente i TDOAK sono fortemente debitori.


Spostiamoci ora dall’altra sponda dell’Italia, verso la Liguria per l’esattezza. Genova infatti è la patria di quei quattro signori che rispondono al nome di Ex-Otago. Giunti nel 2011 al terzo album, Mezze Stagioni, questo gruppo dimostra di essere finalmente maturato. E dopo le buone ma titubanti prove di The Chesnut time (2007) e Tanti Saluti (2009), tirano fuori un prodotto ottimamente registrato e suonato in maniera molto pulita e sempre capace di mantenere l’equilibrio tra una surreale ironia e una velata malinconia. Rappresentano sempre un ottimo ascolto per chi ha voglia di trascorrere una quarantina scarsa (forse meno) di minuti in piena spensieratezza.

Pezzi da ascoltare? Amato the Greengrocer e Costa Rica.

Dopo Genova, la prossima tappa è Roma, città natale de I Cani, un gruppo indie pop che ha stupito tutti con il loro sorprendente album d’esordio dello scorso aprile: una decina di pezzi orecchiabili e sufficientemente paraculi da poter passare sia nelle radio che rimanere all'interno della loro piccola cerchia di ascoltatori. I Cani sono hipster* che fanno musica hipster che prende in giro gli hipster, ovverosia quelle stesse persone che, per logica, dovrebbero rappresentare il loro pubblico principale. Non ti è chiaro? Beh, è molto più complesso spiegarlo che capirlo, basta guardare il video di Hipsteria qua sotto e avrai un’idea di ciò che intendo. E comunque, un gruppo che percula Vasco Brondi va stimato a prescindere.

Pezzi da ascoltare? Hipsteria e Velleità.

E da Roma scendiamo ancora più in giù, spingendoci fino ai limiti dell’universo conosciuto. Se per universo s'intende Cosenza, naturalmente. Dario Brunori, in arte Rino Gaetano Lucio Dalla Francesco De Gregori Daniele Silvestri Brunori Sas, è un cantautore italiano come non se ne sentiva da tempo. E se da una parte, i più astuti di voi avranno già intuito, assomiglia in maniera spudorata ad altri cantautori storici, dall’altra ha il grosso pregio di essere oggi una novità. Già perché Brunori Sas ci canta di un mondo passato molto più attuale che sembra: si può dire con assoluta certezza che le sue storie di poveri cristi, divisi tra cambiali, solitudine e storie d’amore perdute siano da legare al passato? No, non si può. E lui è un po' così, come la sua musica: datato, forse, ma assolutamente presente e reale. L’Italia di oggi ha bisogno di cantautori di questo stampo più che di moderni profeti dal lessico incomprensibile (e sì, Vasco Brondi, ce l’ho di nuovo con te.) e quindi ben vengano artisti come Brunori Sas, nostalgici ma onesti.

Pezzi da ascoltare? Guardia ’82 e Il Giovane Mario.

Ps. E chi non piange con Il Giovane Mario è un essere demoniaco.





*Chi sono questi hipster che in tanti schifano e sputano? Semplice, sono quelli che trovi il sabato sera all’Atomic Bar e la domenica mattina da California Bakery in piazza S.Eustorgio. Almeno per chi è di Milano.
Per tutti gli altri… Si tratta di quelli con i pantaloni striminziti che fanno foto artistiche con Instagram o Hipstamatic.


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