giovedì 29 dicembre 2011

Do It

Malgrado le ottime premesse di inizio anno, questo 2011 da un punto musicale non è stato poi così ricco come credevo. Intendiamoci, ci sono state molte piacevoli sorprese, eppure ricordo altri anni nel recente passato in cui sono usciti DAVVERO dei dischi memorabili. Uno su tutti l’omonimo album dei Them Crooked Vultures, superband composta da Josh Homme, John Paul Jones e Dave Grohl. Vabbè, dopotutto si sta parlando del disco più bello degli ultimi dieci anni.

E parliamo quindi dell’ex batterista dei Nirvana che proprio dall’esperienza con un altro gruppo, ha tratto una nuova linfa vitale che esplode nell’eccellente Wasting Light, ultimo lavoro dei suoi Foo Fighters, uscito ad aprile. È un album che dimostra quanto questa band si sia risollevata rispetto alle opache prove di Echoes, Silence, Patience & Grace (2007) e In your Honor (2005) e sia tornata alla ribalta con maggiore convinzione, grinta ed energia. Dave Grohl, che sembrava francamente ormai bollito e adagiato su determinati standard, trova il suo pieno riscatto. Certo, il ritorno ufficiale di Pat Smear nella fila del gruppo (non accadeva da The Colour and the Shape) non è un caso.

Eppure Wasting Light non sale sul podio più alto del mio ipod di quest’anno per una virgola, anzi per un soffio. A strappare il titolo di miglior album del 2011 sul filo di lana sono i Bud Spencer Blues Explosion. Di questi due signori se ne era parlato qua. Do it, che Wikipedia ci informa essere l'acronimo di Dio Odia I Tristi, è il secondo disco della band: un album potente e trascinante fin dal primo ascolto che affida al brano d'apertura, Più del Minimo, il compito di incendiare le casse per farle continuare a bruciare fino alla fine del disco. Ne segue un lavoro maturo, completo, consapevole: limati i piccoli difetti, questo duo porta di un gradino più in alto la musica italiana per intera. Li si era accostati ai Black Keys: ebbene, con quest’album i BSBE li agguantano, mettendosi (quasi) alla pari. Già, perché il duo dell'Ohio con El Camino, uscito a novembre, non sono riusciti a eguagliare quel capolavoro di Brothers (in fondo Brothers è Brothers) e anzi fanno un mezzo passo indietro, anche se ciò non toglie che siano una delle migliori band in circolazione al momento.

Se i Bud Spencer Blues Explosion conquistano così la vetta, facendo scivolare al secondo posto i Foo Fighters, sul gradino più basso del podio ci sale invece Il Sogno Eretico di Caparezza. Nel corso della sua carriera, questo cantautore (perché, pochi discorsi, è un cantautore) è in costante crescita: ogni suo album ha superato il precedente e anche questo non fa eccezione, eseguendo un lavoro di analisi chirurgica, amara e tristemente ironica sull’Italia di oggi.
Bene. E il pezzo ti stai chiedendo? Beh, il pezzo dell’anno è Il giovane Mario, di Rino Gaetano Brunori SaS, ma di lui e di qualche altro gruppo italiano di quelli da sentire almeno una volta nella vita ne riparliamo fra qualche giorno. Promesso.

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