mercoledì 12 ottobre 2011

Questa non è musica, è rumore.


...ovvero i 7 gruppi italiani degli ultimi dieci anni che devi ascoltare almeno una volta nella vita, ma magari pure di più.

Se gli anni ’90 sono stati quelli dei Bluvertigo, dei (primi) Subsonica, dei Marlene Kuntz, degli Afterhours e dei Verdena (che continuano a romper culi), quali sono i gruppi meritevoli di ascolto nel nuovo secolo?

Miriam in Siberia
Questi giovanotti casertani ci sanno fare eccome, i loro pezzi sono esplosioni di rock nervoso e arrabbiato dalla carica che monta brano dopo brano fino allo scoppio di Before the Insane God, canzone (quasi) conclusiva del primo disco. Se riescono a scrollarsi di dosso la forte influenza dei Verdena, a cui assomigliano molto, anzi direi troppo, allora avremo un nuovo gruppo del decennio. Il tempo, e l’imminente secondo album, ci diranno chi avrà ragione e chi no.

The Bastard Sons of Dioniso
Incredibile, ma vero. I tre trentini, che se riesci a pronunciarlo hai vinto una mela della Val di Non, saltano fuori da un talent show che finora ha prodotto spazzatura, buona giusto da dare ai maiali o alle classifiche digitali e di MTv. Eppure i "bastardi" se ne escono due anni fa con un disco ben fatto, che di commerciale ha certo parecchie sfumature ma che riesce a rimanere assolutamente coerente con i lavori precedenti della band. Anzi, ne migliora gli spunti ottenendo un suono vivace, divertente e divertito. Dopo i primi entusiazzi da singolo, l’album è praticamente è passato inosservato, prendendosi insulti dai siti specializzati di musica che lo giudicano troppo pop e prendendosi insulti da chi si aspettava un lavoro alla Finley (LOL). Nel 2011, rescindono il contratto dal colosso Sony e proseguono con un’etichetta indipendente.

Bud Spencer Blues Explosion
Questo duo del Tufello, che già ha dato i natali al “Giggetto regazzino” dello stornello romano, si affaccia sulla scena musicale italiana alla fine di questa decade, ma lo fa in maniera consistente. Con un blues’n’roll potente e accattivante, una sorta di risposta nostrana ai lontani e ben più rodati cugini americani Black Keys, riescono ad attirare l’attenzione delle orecchie e non la mollano fino alla fine del disco, suonato in maniera tecnicamente impeccabile: sono perfettamente capaci di sperimentare e mescolare più generi, spaziando dal folk, al blues, con accenni punk e qualche narcisismo pop. E poco importa se il cantante ha un accento fin troppo marcato (se sentite una “Z”, probabilmente sarà una “S”), questo gruppo suona dannatamente bene.
Pezzi da ascoltare? Hey boy Hey Girl e Mi sento come se.

Il Teatro degli Orrori
Un’estrazione di un dente cariato senza anestesia. Una gettata di sale su una ferita scoperta. Un ago spezzato sotto pelle. Immaginati questo e avrai ottenuto metà della potenza sonora e visiva del gruppo. Insomma, il più memorabile noise rock che puoi trovare nella terra dei cachi. Sotto il nome del gruppo, ritroviamo praticamente tutti gli ex One Dimensional Man/Super Elastic Bubble Plastic. Sia il primo, Dell’Impero delle Tenebre che il secondo album, A Sangue Freddo, stupiscono per l’impatto emotivo in grado di dare: un rock ignorante e casinista ma carico di citazioni (Truffaut, Majakovskij, Ken Saro-Wiwa) che dà il meglio di sé in perfomance live devastanti, di quelle che ne esci coi lividi anche se eri appoggiato in fondo, vicino al mixer (ché quella è la posizione migliore per sentire i concerti).
Pezzi da ascoltare? La canzone di Tom e A sangue freddo.

Marta sui Tubi
Che dire di questo duo di siciliani trapiantati a Bologna? Che quando li ho sentiti alla Salumeria della musica in molti momenti avevo la pelle del cappone a Natale. Che Giovanni Gulino ha la voce più impressionantemente impressionante della musica italiana, superiore persino a quella di John De Leo, ex leader dei Quintorigo. Che questo gruppo non è incasellabile in un nessun genere visto che si passa dal folk al punk al rock al melodico in uno starnuto (prova a cercarli su wikipedia e a far caso in quali e quanti generi vengono etichettati). Al quarto disco della loro carriera, I Marta sui Tubi continuano a sfornare pezzi incredibili, carichi di poesia e sentimento, ma anche di rabbia, ironia, dolore e amore.
Ti sembra poco? No, non lo è.
Pezzi da ascoltare? Perché non pesi niente e Cristiana.

Fratelli Calafuria
Power trio milanese con già due album sulle spalle, sfoderano una verve e una potenza sonora davvero rara. Canzoni a presa rapida, talmente rapida che dopo il primo ascolto, hai voglia di riascoltarlo: ritmi serrati, riff di chitarra martellanti, rock casinista e soprattutto menefreghista fanno da contraltare a testi schizzati, ironici ma non per questo privi di spessore. L’unico motivo per cui non salgono sul gradino più alto di questo scarno podio è il secondo album che fa un mezzo passo indietro rispetto al primo, causa un cambio di formazione. Si alternano infatti alla batteria Giulio Favero del Teatro degli Orrori e Moreno Ussi dei La Crisi, e seppure il risultato sia ottimo, c'è proprio l'impressione di qualcosa fuori posto, figlia probabilmente di un’eccessiva sperimentazione di generi che causa troppa confusione e si perde un po’ per strada.
Pezzi da ascoltare? La Nobile Arte e Cresico Memè.

Ministri
Premettiamo subito che io ai Ministri ci voglio bene e che il mio giudizio è positivamente di parte e che non ammetto risposte contrarie. Se c’è un gruppo che merita la palma di gruppo dell’anno, ma anche del decennio, ma anche di tutti i secoli dei secoli amen, sono proprio loro. Cominciano con il botto nel tardo 2007 con un album da fucilata in fronte per proseguire poi con altri due dischi e un ep che mantengono alta la qualità di musica e testi, malgrado il contestato passaggio a una major. Vicini a me, geograficamente, ma anche anagraficamente, i Ministri hanno un’attitudine nel comporre le canzoni assolutamente nuova, un approccio molto più inglese o americano, senza per questo rinunciare all’italiano come lingua madre. È musica fatta da gente della mia età per gente della mia età e chi ne è fuori, resta fuori. L’attenzione intorno a loro è parecchia, speriamo che non rischi di bruciarli: il “pericolo” è di perdere spontaneità e andare incontro a gusti più commerciali, d’altra parte lo dicono anche loro… il futuro è una trappola.
Pezzi da ascoltare? Abituarsi alla fine e Diritto al tetto.

Il solo modo degno di chiudere questo pezzo è spiegando che Le luci della Centrale Elettrica non sono un gruppo, non lo saranno mai, e Vasco LOL Brondi scrive le canzoni allo stesso modo in cui Bart vince a scarabeo, cioè utilizzando parole come Kwyjibo (uno stupido scimmione pelato del Nord America senza mento e con un pessimo carattere) mentre un emù vicino a lui picchietta il becco sulla chitarra.

5 commenti:

Stargirl ha detto...

Bah.. tanto immaginavi che avrei commentato, no?!
Dunque, non fai distinzione gruppi rock o non rock (hai scritto "i 7 gruppi italiani degli ultimi dieci anni che devi ascoltare almeno una volta nella vita") quindi mi permetto di ribattere con: La Fame di Camilla, Baustelle e Negramaro. Testi bellissimi, belle vocalità e tutti bravissimi dal vivo..

Tom ha detto...

ahahahahhahahaha LOL

Tom ha detto...

....Scusa. Lo sai come sono fatto, sono molto a strette vedute su questi (e quasi tutti gli altri) gruppi italiani...
Sarà che me li metti ogni due per tre, mentre fai da mangiare!


Ps. Ti salvo i Baustelle, anche se alla terza canzone capisci che sono tutte così...

Costantino ha detto...

Hey Tommaso! Sono uno dei Miriam in Siberia, volevo mandarti il nostro disco nuovo...puoi aggiungermi su FB o contattarmi su info [at] miriaminsiberia.it? Grazie!

Tom ha detto...

Ciao Costantino! Dunque FB non ce l'ho, quindi ti scrivo via mail! A presto! ....E grazie per essere passato da queste parti!