giovedì 27 ottobre 2011

Goodbye for now

Basato su un racconto del grandissimo scrittore Robert Bloch, già autore del romanzo Psycho (da cui il vecchio Alfred ha tratto un certo film…), Joe R. Lansdale firma, insieme al fratello, la sceneggiatura di un fumetto intitolato “Distinti Saluti Jack lo Squartatore” e pubblicato a ottobre da GP Publishing.
Una premessa, questa, che sembra preannunciare un piccolo gioiello del genere horror, dopotutto siamo al cospetto di uno dei più forti scrittori contemporanei alle prese con un personaggio entrato di prepotenza nella storia dell’Ottocento e divenuto figura iconica per i successivi centoepassa anni. Ed è forse a causa di tutte queste ricche premesse, che questo lavoro finisce per essere una (mezza) delusione. Di Lansdale, del vero Lansdale, non c’è traccia: i dialoghi dei suoi personaggi, da sempre uno dei suoi maggiori punti di forza, sono quasi del tutto assenti se non in un paio di casi. L’elemento mistery delle vicende è presto detto: Jack lo Squartatore è tornato. Stavolta nella Chicago degli anni ’40. Sulle sue tracce un investigatore inglese, figlio di uno degli ispettori che diedero la caccia di Jack cinquant’anni prima e che ha dedicato la sua vita alla cattura del serial killer. A lui si aggiungono una giovane e determinata giornalista e uno psichiatra. Il plot, seppure accattivante, risulta privo di mordente: la storia di per sé è parecchio telefonata, l’identità del suo assassino e delle sue origini sono facilmente prevedibili e diventa pressoché impossibile provare alcun brivido di mistero o paura per una storia che, visto il tema trattato, dovrebbe suscitarne in gran quantità. Ci sarebbero anche diversi buchi narrativi, ma quelli lasciamoli pure da parte. E il disegno? La visualizzazione è affidata Kevin Colden, che da una parte cerca di ricreare un’atmosfera fredda e distaccata, governata da una linea chiara, pulita, e dall’uso di bianchi e neri, spezzati solo da schizzi di rosso e da alcune macchie di colore grigio-azzurre. Per contro, questo disegnatore si dimostra piuttosto limitato nella scelta delle inquadrature: in almeno ogni tavola c’è un’inquadratura “dal soffitto”, rafforzata da giochi di luci e ombre di milleriana memoria. È un tipo di inquadratura molto efficace e che personalmente amo molto, ma che va usata con il contagocce, altrimenti il rischio è quello di perdere la sua efficacia e il suo effetto drammatico (e infatti alla terza volta questo particolare angolo di ripresa diventa persino noioso). L’altro handicap, se così lo si può definire, è il personaggio principale: Jack lo Squartatore. Su di lui se ne è detto e scritto tanto e tutto quello che poteva essere scritto sul conto del serial killer più celebre del diciannovesimo secolo, lo trovi in From Hell del gran maestro, nonché gran mago e stregone a tempo perso, Alan Moore. Trovarsi inoltre con una alienazione del personaggio, che viene spostato temporalmente e spazialmente, rende ancora più difficoltoso caratterizzarlo a dovere. Jack diventa un mero antagonista presente e non presente, senza quella personalità controversa e psicologicamente complessa che ti aspetti.
A discolpa mi viene da pensare che il racconto originale di Bloch è del 1943 e probabilmente per l’epoca funzionava alla perfezione: oggi, a ben 68 anni di distanza, è una storia invecchiata male, sepolta da anni e anni di horror esoterici e svariate interpretazioni del personaggio.
È davvero un peccato, perché come già sottolineato, lo stile di scrittura di Lansdale è il più fluido che mi sia capitato di leggere: i suoi dialoghi serrati, ironici, astuti e allo stesso tempo taglienti e respingenti, avrebbero potuto ridare lo smalto alle vicende, modernizzandole. La missione, almeno parzialmente è fallita: dopotutto questo autore ci ha abituato a ben altro, quel che resta è un fumetto tutto sommato godibile, senza infamia e senza lode. Fra qualche giorno i fratelli Lansdale escono con l'adattamento a fumetti di un altro romanzo di Bloch, That Hellbound Train (Quel Treno per l'Inferno) edito da IDW: riusciranno a riscattarsi?
Nel frattempo vi porgo
Distinti saluti...

2 commenti:

MrJamesFord ha detto...

Peccato, quando ho iniziato a leggere il post mi sono detto "ficata!" e invece viene fuori che è una mezza boiata.
Beh, poco male. Continuerò ad attendere il nuovo romanzo con protagonisti Hap e Leonard. ;)

Tom ha detto...

Mah, guarda, è quello che mi è successo quando l'ho letto! Pensi che sia una ficata e invece... Sempre grandi Hap&Leonard! Tu che ne sai più di me: a quando il prossimo titolo?