venerdì 22 maggio 2009

No Pussy Blues

Pay no mind to the rabble

Pay no mind what other voices say
They don't care about you, like I do, like I do

Safe from pain and truth and choice and other poison devils,

See, they don't give a fuck about you, like I do...



lunedì 18 maggio 2009

Little Drops of Poison - Pt. 4

Paulie Bernardhson, All’ombra del crimine (1903-1934)

Per tutta la sua vita Paulie è stato incapace di fare del male a qualcuno, chi lo ha conosciuto non poteva che dipingerlo come una persona buona e ingenua. Eppure perché negli archivi dell’FBI, Paulie è classificato come uno nemici pubblici più pericolosi all’epoca del proibizionismo? Originario di Pittsburgh, Paulie studiò violoncello al conservatorio per lunghi anni e cominciò ben presto a suonare nei club più esclusivi della città. Un giorno il fato volle che il Dixieland Club di Chicago assumesse il grande violoncellista Paulie Bernhardson per una serie di concerti in onore di un “rispettabile” cliente del locale, quello che Paulie non poteva sapere è che l’uomo era nato il suo stesso giorno e che i loro destini si sarebbero indissolubilmente legati l’uno all’altro. L’uomo fu colpito dall’abilità del musicista al punto che pagò ingenti somme di denaro perché Paulie si trasferisse in via definitiva a Chicago. Malgrado una strana sensazione dicesse al violoncellista che era meglio
stare lontano da quella figura così elegante e magnetica, decise di accettare, visto soprattutto i lauti guadagni, in un momento, la fine del ’29, in cui la gente moriva di fame e stenti e anche i più ricchi banchieri ora si ritrovavano a vendere stracci agli angoli della strada. Quegli anni furono memorabili per Paulie, guadagnò fama e successo, l’uomo che lo aveva così fortemente voluto, ora lo aveva portato agli onori della cronaca: eppure attorno a Paulie aleggiava un alone di sospetto e critica fra i musicisti, a causa più di ogni altra cosa degli incassi stellari che l’uomo percepiva per ogni esibizione… sempre che quei ricavi provenissero dalla musica e non dal traffico illegale di alcolici così come malignavano i suoi colleghi. Incurante di queste voci false e accusatorie, Paulie andò avanti per molto tempo fino a quando una sera al termine ormai del suo spettacolo la polizia fece irruzione nel locale sparando raffiche di mitra e rispondendo al fuoco. Non passarono che pochi minuti che tutto era finito: nella sparatoria Paulie finì trapassato da quindici proiettili senza nemmeno saperlo. Senza sapere che aveva fatto quella fine a causa dell’uomo a cui era così legato dalla nascita e che quella stessa persona era morta a pochi passi da lui fuori da un cinema: si trattava di John Dillinger, uno dei più grandi banditi della storia americana. Il gangster aveva sempre finanziato Paulie con i proventi delle sue rapine, ma il povero musicista, imbevuto nel suo spirito naif, non ha mai saputo nulla, non ha mai saputo di essere al centro di una copertura per il traffico di alcolici, non ha mai saputo di ritrovarsi all’interno della bocca di un demone vorace e spietato. Fu così che agli occhi del mondo la persona più onesta che esistesse venne classificato come criminale.

Little Drops of Poison - Pt. 3

Christophe, il Sassofonista Zombie (1911)

Nel 1911, quattro anni prima che le truppe americane invadessero il territorio reclamandone il possesso, a Port-au-Prince, la capitale di Haiti, nacque Christophe Préval. Il piccolo crebbe senza risentire il giogo americano che si strinse attorno alla popolazione, infatti il padre, Guillaume Préval, era un diplomatico che godette di un’immunità in cambio della fedeltà a Roosevelt: mentre i suoi fratelli seguirono le orme paterne nel cinico mondo della politica, Christophe si dedicò alla sua passione, la musica. Fin da adolescente, di notte, sgattaiolava fuori dalla villa coloniale sul mare e frequentava i locali più malfamati della città dove aveva l’occasione di ascoltare i migliori sassofonisti di Haiti. Christophe amava bagnare i suoi occhi delle luci coloratissime e appiccicose delle bettole e farsi baciare dalla musica che s’insinuava in lui come una dolce amante. Dedicò ogni suo momento a imparare a suonarla, e dopo pochi mesi prese la decisione di abbandonare l’università per diventare un musicista di professione. Il severo padre lo pose di fronte a un bivio: o avrebbe ripreso l’università oppure l’avrebbe diseredato. Guillaume non fece in tempo a finire la frase che Cristophe era già dall’altra parte della città in concerto. Ben presto divenne il più grande jazzista di Haiti e dopo uno dei suoi numerosi spettacoli, conobbe una donna creola, Leia: fu amore a prima vista. La passione travolse i loro corpi dal primo istante; presto andarono a vivere insieme e per Christophe furono gli anni migliori della sua vita ma il passato emerse dalle pieghe dei ricordi dell’uomo. Suo fratello lo rintracciò, annunciando la morte del padre: fu così che Leia scoprì che il suo amato era figlio dell’uomo che aveva contribuito all’invasione americana nella loro terra. L’invasione di quei soldati che uccisero i suoi genitori e che la cacciarono in un orfanotrofio. Resa folle dalla rabbia, Leia fuggì nel fitto della foresta dove insieme a un giovane stregone portò a compimento un rituale voodoo. Christophe che in quel momento stava suonando, cadde morto all’istante. Quando lo seppellirono nessuno pensò al suo primo amore, al sax, e così la stessa notte della sua sepoltura, Christophe ritornò dal mondo dei morti per recuperare il suo strumento: in casa trovò Leia a letto con lo stregone voodoo. Li uccise scaraventandoli giù fra gli scogli. Di lui non si seppe più nulla per anni, ma c’è chi giura che ora suoni il suo sax alla luce di un lampione fra la Lexington e la 104esima a New York. Nessuno però, anche chi lascia i suoi spiccioli, è mai riuscito a vedere quali orrori si nascondano sotto il suo cappello a tesa larga…



giovedì 14 maggio 2009

Deskmonsters

Un'altra vecchia abitudine del precedente blog era quella dei Deskmonsters: dei desktop mostruosamente belli! Posto i file ad alta cosicché possiate usarli al meglio... la regola è una: se scegliete un desktop avvisatemi e ditemi quale... grazie! Visto che ne avevo già postati parecchi, li rimetto tutti insieme, dopodiché i nuovi saranno aggiunti settimanalmente (o giù di lì)!

















lunedì 11 maggio 2009

We can be Heroes for just one day

Ci sono uomini che diventano eroi, loro malgrado. Senza saperlo. Entrano nella storia senza averlo chiesto, e restano stampati nella memoria collettiva di un popolo, di una società, piccola o grande che sia. Uno di questi uomini era Peppino Impastato che ha lottato contro la mafia a cavallo tra gli anni '60 e gli anni '70 in un periodo storico e in luogo, la Palermo dell'abusivismo selvaggio, che non concedeva spazio per la protesta. Con la sua voce, diffusa dalla radio autofinanziata, Radio Aut, ha smosso le coscienze di chi aveva intorno. Aveva risvegliato qualcosa nei cittadini. Aveva guardato l'abisso mafioso negli occhi ma quell'abisso aveva ricambiato lo sguardo. Così la mafia si prese la vita di Peppino la notte fra l'8 e il 9 maggio del 1978. Dopo la sua morte fu eletto al Consiglio comunale di Cinisi, sua città natale, anche se ormai quell'elezione era diventata solo un simbolo di ciò che Peppino aveva fatto... Oggi per le edizioni Becco Giallo, la storia di Peppino viene raccontata in un libro, splendidamente narrato da Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso. Mi sembra doveroso esprimere il mio entusiasmo per una simile iniziativa con un omaggio, credo sia molto importante che in tanti supportino questa iniziativa. Per Peppino sicuramente lo sarebbe stato.







Come on Little Rabbit



venerdì 8 maggio 2009

Can you tell me just one thing you will remember about me?

She said she'd like to meet a boy who looks like Elvis (this is not me)

And she walks along the edge of where the ocean meets the land

Just like she's walking on a wire in the circus
She parks her car outside of my house and

Takes her clothes off, says she's close to understanding Jesus

And she knows she's more than just a little misunderstood

She has trouble acting normal when she's nervous
She says, "It's only in my head"

She says, "Shh… I know it's only in my head"
She makes a little motion with her head, rolls over and says she's gonna sleep for a couple minutes more
She says "I've forgotten what I'm supposed to do today and it slips my mind what I'm supposed to say
She wants to be just like me and I want every damn thing I can see
“I don’t wanna be like you…” She says… “I don’t want be like you”
“Leave me alone, just leave me alone, leave me alone, leave me alone, leave me alone” she says…
“I don’t wanna be like you…” She says… “I don’t want be like you…”
She is the girl on the car in the parking lot
She says, "Man, man, man… you should try to take a shot?
Can't you see me? Can't you see me? Can't you see me? Don’t you see me at all?
And can’t you see that sky turning black and brown?!
And can’t you see that moon go flashing round?!
Can't you see me my walls are crumbling…? All my walls are falling down…"
Then she looks up at the building
And says she's thinking of jumping
She says she's tired of life where everybody is tired of something
She lives alone on her private archipelago with the palm trees and her seashells
She sits in the waves all day
She's scared of dying and she wants to keep it that way
She sends a boat out on the sea with a little note for me
it says why are all the girls so hungry
say why are all the girls so hungry...?

And I’m just a little king of nothing,
and I’m alone, and I’m alone, and I’m alone…
And I can’t see nothing… Round Here.



giovedì 7 maggio 2009

Rocket Man

Parlare e far conoscere fumetti dandone una opinione assolutamente personale penso sia un dovere di tutti coloro che lavorano all’interno di questo mondo, oltretutto lavorandoci io dai due lati della barricata, a maggior ragione sento di dover dare il mio contributo. Cominciamo questo nuovo corso parlando di Rocketo Garrison. Edito dalla piccola Italy Comics, in Italia sono usciti i quattro volumi che compongono la prima serie, “Viaggio nel Mare Nascosto”: sono passati 2000 anni dalla distruzione della vecchia terra e in questo nuovo mondo sono nati nuovi uomini tra cui spicca la casta dei Cartografi che, alla maniera dei grandi navigatori del ‘400, solcano mari e monti alla scoperta di nuovi continenti, profondità marine, alture nascoste e foreste misteriose ed impervie. Rocketo Garrison è il più grande fra i cartografi, un uomo rude, forte e coraggioso affiancato da una miriadi di personaggi assurdi come il silenzioso killer Boaz o gli uominiterra. Questo volume ci riporta alle gloriose atmosfere dei fumetti del secolo passato, quelli di Alex Raymond e Chester Gould, passando da Jack Kirby e Milton Caniff, senza azzardare paragoni eccessivi. Ed è direttamente da queste atmosfere che il suo autore, Frank Espinosa, ci traghetta verso uno stile nuovo, fresco, dinamico e suggestivo. Pescando a piene mani dalla pittura impressionista e dall’animazione (da cui peraltro proviene), Espinosa riesce a determinare volumetrie, forme e linee con l’aiuto di appena due/tre colori per tavola dosati in maniera magistrale che lasciano al lettore lo spazio per sognare, per fantasticare. Segni veloci, quasi “raffati”, tipici degli storyboard dell’animazione da cui prende spunto anche per il formato orizzontale, panoramico, da 16:9, cinematografico. Un piccolo gioiello a fumetti che ci guida e ci invita al viaggio e alle avventure incredibilmente naif ed esplosive di Rocketo. Un mondo futuristicamente antiquato, dove gli eroi sono eroi veri e i cattivi sono cattivi sul serio. Una gioia per gli occhi e per la propria sete di immaginazione dove tornare bambini diventa davvero facile. Eppure… c’è un eppure che ci introduce ad un’annosa questione: il primo volume di questa serie si trova in libreria alla ragionevole cifra di 13 euro. Con sorpresa mi reco in fumetteria qualche settimana fa per completare la serie con i tre volumi successivi e mentre sono in fila scopro qualcosa che ha dell’inquietante. Con passo felpato esco dalla fila, appoggio i tre volumi sul primo scaffale ed esco salutando educatamente. Il costo dei volumi successivi è praticamente raddoppiato: 24 euro a libro. Ora, c’è qualcosa che non va. Inizio a pensarci. Dunque la Italy Comics è una giovane casa editrice che riedita per lo più prodotti esteri di alterna qualità: questa casa editrice scommette su Frank Espinosa e su Rocketo. E fa bene. Certi atti di coraggio vanno riconosciuti e premiati: ma cosa succede, allora? Succede che in Italia vuoi per un fattore di cultura, vuoi per una distribuzione mal gestita, vuoi per costi della carta, ecc (anche se gli impianti di stampa ci dovrebbero essere già), vuoi per altri prodotti che vanno in voga fra i “veri” giovani (vedi manga), la scommessa della Italy Comics viene persa. E delle copie del volume a 13 euro ne vengono rese una valanga. Però non si arrende e per chi ha comprato e apprezzato il primo tomo, è giusto completare la raccolta. Allora per ricavare di più da quelle che saranno poche vendite alzano di molto il prezzo: per la serie vendo 1.500 copie a 13 euro? Tanto vale venderne 6/700 copie a 24 euro per i successivi tre volumi. Se da un lato posso capire questo meccanismo da parte della casa editrice (lavorando anch’io in una struttura del genere), non lo posso accettare in quanto autore e soprattutto in quanto lettore di fumetti. Dal mio punto di vista è un cane che si morde la coda: vendo un prodotto di alta qualità artistica che non viene percepito come tale, le vendite non vanno come dovrebbero e sono costretto ad alzare il prezzo per ricavare la stessa somma del precedente ma con meno vendite e ancor meno visibilità sul mercato. Lo ripeto. Qua c’è qualcosa che non va. Come si risolve questo problema?
 Detto questo, magari tutta la mia teoria è toppata alla grande e dietro ci sono tutt’altre logiche. Io ho cercato solo di dare la mia umile e personale interpretazione dell’intera faccenda e poi insomma non è detto che pian piano recupererò gli altri tre libri… In ogni caso, se avete la possibilità non fatevi sfuggire Rocketo – Viaggio nel Mare Nascosto! (beh… almeno il primo volume!)

mercoledì 6 maggio 2009

I'm Open

A man lies in his bed in a room with no door
He waits, hoping for a presence or something, anything to enter
After spending half his life searching
He still felt as blank as the ceiling at which he stared
He is alive, but feels absolutely nothing, so is he?

When he was six, he believed that the moon overhead followed him
By nine, he deciphered the illusion, trading magic for fact, no trade-backs

So this is what it's like to be an adult?

If he only knew now what he knew then
Lying sideways atop crumpled sheets and no covers

He decides to dream...Dream up a new self...For himself.

domenica 3 maggio 2009

Little Drops of Poison - Pt. 2

Regina Marbury, la Voce più Grassa degli anni ’50 (1924-?)

Quando era una ragazzina di 12 anni, Regina Marbury era detta “Sottiletta” per via del suo peso che non toccava i 33 chilogrammi. La pelle sembrava attaccata direttamente alle ossa: sul torace si contava il numero di costole e le gambe erano come fili d’erba annodati all’altezza delle ginocchia appuntite. Sul volto smunto si affacciavano tondi e lattiginosi i due occhioni neri. Il giorno del suo tredicesimo compleanno si recò in chiesa per iniziare a cantare nel coro gospel del piccolo paese in cui viveva. Non c’era voce più stonata della sua, all’inizio tutti pensarono che si trattasse di tempo in attesa di miglioramenti ma le domeniche si rincorrevano senza alcun cambiamento. Quella vocina stridula e acuta rimbalzava fra le pareti della navata centrale della chiesa penetrando pungente nelle povere orecchie dei bravi cattolici. Tutti cercavano di sopportarla infilandosi piccoli batuffoli di cotone grezzo nelle orecchie ma quella fatidica domenica di maggio, mentre il cardinale Beaumont era in visita, Regina lanciò un acuto, sfondando il timpano sinistro dell’ecclesiastico. Il prete sbraitò contro quella povera bambina tutta pelle e ossa, cacciandola via. Regina corse via con tutta la velocità delle sue gambette fragili: per la disperazione si chiuse in cucina e cominciò a mangiare, divorando tutto quello che trovò. Mangiò così per tutti i giorni dei successivi dieci anni fino a che di Sottiletta nessuno si ricordava più: c’era solo Regina la grassa. Ma a nessuno importava del peso perché più mangiava più la sua voce si faceva bella, profonda e intensa. L’intero coro di gospel fece di tutto per riaverla fra le sue fila, ma lei rifiutò e cominciò così a cantare nei night club d’America: prima di ogni performance Regina riempiva il suo capiente stomaco fino a farlo traboccare e tutte le volte riscuoteva un successo sempre maggiore. Nel 1956 cantò perfino davanti al Presidente degli Stati Uniti: fu costruito uno speciale pianoforte rinforzato in piombo che sopportasse i chili di Regina durante le esibizioni. Dopo oltre vent’anni di sfolgorante carriera, diciotto Grammy e 31 album pubblicati, Regina scomparve dalla scena jazz: di lei non si seppe più nulla, ma secondo alcune fonti un tumore allo stomaco la stava facendo dimagrire a vista d’occhio e senza i suoi chili Regina sapeva che sarebbe tornata a essere quella bimba dalla vocetta stridula che rese sordo il cardinale in quella chiesetta di campagna…



Little Drops of Poison - Pt.1

Jesus Smith, il pianista degli Angeli (1899-1932)

Jesus Smith nasce a Chattanooga sulle rive del fiume Tennessee il 25 Dicembre del 1899: questa data induce Ella e Jerome Smith a chiamare il proprio figlio come il figlio del Signore. Fin da piccolo sulle mani del giovane Jesus cominciano ad apparire piccole petecchie rosse di cui nessuno capisce le origini. Un giorno, all’età di 15 anni, mentre sta facendo il bagno al fiume, Jesus vede il vecchio pescatore Terrance “Schmuckie” Dupreè, crollare in acqua colto da infarto: Jesus lo raccoglie e lo porta a riva tenendogli le mani sul petto e in quell’istante un caldo bagliore si dirama dalle sue dita e il vecchio ritorna alla vita. Tornato in città Terrance esalta le doti da santo guaritore di Jesus e in pochi mesi la sua fama cresce e trovandosi quotidianamente a guarire occhi ciechi, gambe sciancate, artriti e lordosi di varia natura. Malgrado la sua “celeste fortuna” così come viene chiamata, Jesus è profondamente infelice, sente la vita scivolargli addosso attraverso quelle sue dita così lunghe e nodose come alberi di olivi. Durante una delle sue visite in casa di una vecchia zia ammalata di cancro trova un pianoforte impolverato e senza qualche tasto: incuriosito dallo strumento si avvicina e lo sfiora con i polpastrelli. Una strana sensazione lo avvolge e spingendo più forte sui denti bianchi e neri del pianoforte sente una musica armoniosa e celestiale pervadere l’aria fuori e dentro di sé: la gioia di una vita intera esplode in lui e scappa verso la stazione senza nemmeno aver toccato la zia (che morirà settimane dopo). Jesus prende il primo treno per New Orleans dove diventa il “Pianista degli Angeli”, la cui musica è talmente melodiosa che incanta chiunque l’ascolti. Tutte le sere, fuori dai locali in cui si esibisce la gente si accalca solo per udire un pugno di sue note. Jesus muore a 33 anni mentre è alla guida della sua macchina, dopo uno dei suoi prodigiosi show: cadendo nel burrone ha un ultimo pensiero: “…non avrò salvato mia zia ma ho fatto della musica fottutamente grandiosa!”.